“L’accordo tra Ue e Turchia sulla crisi migratoria viola il diritto internazionale e quello dell’Unione, scambiando vite umane con concessioni politiche”. E’ l’accusa lanciata da Elisa Bacciotti, direttrice di Oxfam Italia dopo la firma della bozza di dichiarazione congiunta tra Ankara e l’Unione Europea. La Bacciotti ha definito l’accordo “un ulteriore passo verso l’abisso della disumanità” dopo il blocco della rotta balcanica. Una manovra mascherata “con raggelante ipocrisia, da strumento per smantellare il business dei trafficanti”. Secondo la rappresentante italiana della ong “il costo del controllo dei confini europei non può essere pagato con vite umane“.

Oxfam ha quindi chiesto ai Paesi dell’Ue di “adottare soluzioni efficaci per gestire il fenomeno migratorio, in particolare corridoi sicuri e legali per coloro che cercano di entrare nell’Unione” e ha lanciato un appello agli Stati membri affinché accolgano la quota di rifugiati che gli spetta. “La migrazione non si può impedire” ha affermato la Bacciotti, “si può solo gestire nel migliore dei modi possibili, ma l’Europa che esce da questo ennesimo vertice è drammaticamente lontana da questo approccio”.

Alla denuncia di Oxfam Italia si è unita anche Save the Children: il direttore generale dell’associazione, Valerio Neri, ha detto di essere profondamente deluso da un accordo che non protegge le persone ma le frontiere e che “creerà solo maggiori incertezze per le migliaia di profughi che sono bloccati nel fango, al freddo e all’umido e che aspettano notizie dal vertice di Bruxelles”. Per Neri, l’intesa firmata rappresenta “un segnale positivo, ma non è chiaro come questo potrebbe tradursi nella pratica”. “Girarci intorno e scaricare il problema sulla Grecia e la Turchia” secondo l’organizzazione internazionale per la difesa dei bambini, “non allontanerà il problema, ma sarebbe necessario condividere le responsabilità“.

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