L’ex presidente del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, torna a capo del ministero della Casa civile. Il tribunale di Rio de Janeiro ha infatti annullato in appello anche la seconda decisione provvisoria che giovedì ne aveva sospeso la nomina, subito dopo il giuramento come nuovo ministro. Secondo i media, Lula viene così riconfermato ufficialmente ministro del governo di Dilma Rousseff. I tribunali di tutto il Paese hanno ricevuto oltre 50 ordinanze per impedire la nomina di Lula, secondo l’Avvocatura dello Stato, mentre altre 13 sono state presentate alla Corte suprema.

Intanto sale la tensione in Brasile, dove sono in corso proteste a oltranza contro la presidente, mentre manifestazioni a favore sono previste nelle prossime ore. Secondo le autorità, il rischio di scontri tra i manifestanti contrapposti è elevatissimo, soprattutto a San Paolo. Intanto indiscrezioni della stampa rivelano che il procuratore generale, Rodrigo Janot, sarebbe orientato a confermare la validità e legalità della controversa intercettazione, la cui diffusione era stata giudicata dal governo “una palese violazione della legge”. Alla base della validità il fatto che la registrazione riguarderebbe non la presidente Rousseff ma l’ex presidente Lula, nella sua veste di indagato.

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