Photocall zu Suffragette in London
Il 3 marzo scorso nei cinema italiani è uscito il film Suffragette della regista Sarah Gavron  con un cast di interpreti straordinarie (Meryl Streep, Carey Mulligan ed  Helena Bonham Carter) che ricostruisce la storia  delle donne inglesi, guidate dalla femminista Emmeline Pankhurst, che lottarono duramente per la conquista del diritto al voto. Tra le attiviste c’erano donne ricche e povere, tutte soggette alla potestà dei mariti, vittime di una cittadinanza negata e di  violenze e abusi familiari,  da cui non potevano difendersi.  Nonostante tutto, furono forti e determinate.

E’ un film che dovremmo andare a vedere con le nostre madri e le nostre figlie, pensando con  gratitudine a queste donne che con fiducia e determinazione gettarono le basi per la conquista dei diritti che vennero dopo il voto e aprirono ad “una  nuova civiltà”, come dissero alcuni intellettuali coevi.  Oggi che la condizione delle donne rischia di peggiorare  per la crisi economica e una società che arretra culturalmente  e indebolisce i diritti che credevamo acquisiti, dovremmo riannodare i fili della memoria e studiare quelle pagine, troppo spesso considerate una storia marginale perché è  la storia delle conquiste delle donne.

Ne è convinta anche Lorella Zanardo che da anni lavora nelle scuole per accrescere la consapevolezza dei ragazzi e delle ragazze e destrutturare gli stereotipi sessisti che alimentano violenze. In questi giorni, in occasione dell’uscita del film, porterà Suffragette 2.0 in alcune  scuole.  Il film  sarà l’8 marzo a Milano, poi  a Firenze il 9, a Pisa il 10, a Trento l’11, a Roma il 15 (con la partecipazione di Dacia Maraini), a Napoli il 16, a Reggio Emilia il 17, a Bari e Catanzaro la settimana successiva. “Molte donne – dice Lorella Zanardo – non sanno nemmeno che si vota solo da 70 anni, dal 1946, perché danno per scontato questo diritto ma nel nostro Paese c’è ancora molto da fare soprattutto tra le giovani generazioni per mantenere la memoria di conquiste che sono state fondamentali per il cambiamento delle relazioni tra donne e uomini. Dobbiamo  guardare questo film con gioia. Quando l’ho visto l’anno scorso a Londra, ho provato una forte commozione e ho deciso che l’avrei portato nelle scuole italiane”.

Una narrazione irrispettosa  ha relegato la memoria delle suffragiste nello scantinato della storia. I loro contemporanei  le appellavano “suffragette” con disprezzo e all’epoca le raffiguravano spesso  con caricature, come orride virago che volevano sottomettere gli uomini e sovvertire l’ordine sociale. La loro lotta fu difficile e  incontrò una repressione violenta, vennero arrestate, pestate dalla polizia e  quando in carcere protestarono con lo sciopero della fame,  furono ingozzate di cibo.  Dopo la sospensione delle loro rivendicazioni a causa della prima guerra mondiale,  stanche di aspettare, ricorsero anche alla forza, facendo saltare cassette della posta e spaccando vetrine pur di vincere le resistenze di  un mondo ostile che  temeva l’emancipazione femminile  e vedeva nel superamento del ruolo tradizionale delle donne un fattore di disgregazione sociale. Le suffragiste inglesi ottennero il diritto al voto nel 1928 mentre in Italia si dovette aspettare il decreto legislativo del 1946 che estese il diritto di voto alle cittadine che avevano compiuto i 21 anni di età. Fu una conquista  anche grazie alle partigiane che avevano fatto la loro parte nella Resistenza e avevano pagato la lotta al nazifascismo con la tortura o con la vita.

@Nadiesdaa

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