“Non ci sono le condizioni adeguate per realizzare il piano auspicato di conservazione e ricerca ambientale, la cui utilità è stata riconosciuta anche dal Consiglio di Stato“. Sono queste le parole del magnate neozelandese Michael Harte che ha così rinunciato all’isola di Budelli, nell’arcipelago de La Maddalena. A riportare l’annuncio del passo indietro è stata La Nuova Sardegna. Nel 2013 Harte aveva acquistato all’asta  il “paradiso rosa” della Sardegna per poco meno di tre milioni di euro. Tre anni e molte battaglie legali dopo il dietrofont in una lettera indirizzata al sindaco de La Maddalena, Luca Montella.

Dopo una battaglia legale vinta ad ottobre dello scorso anno – con il ricorso al Consiglio di Stato contro il “diritto di prelazione” avanzato dall’ente gestore della riserva naturale e dal ministero dell’Ambiente – a dicembre 2015 Harte si era preso un periodo di riflessione prima di perfezionare l’acquisto, connesso appunto alla possibilità di realizzare o meno i progetti che aveva pensato per salvaguardare la tutela dell’isola. “Il mio progetto – aveva spiegato il magnate – è portare avanti le iniziative di tutela ambientale, collaborare col parco e mettere a disposizione altre risorse per far conoscere questo paradiso in tutto il mondo”.

“L’incertezza sulla classificazione dell’isola, attualmente riserva integrale, ed il mancato ripristino della tutela parziale che conferma la persistente opposizione del Parco all’approccio alla conservazione di mister Harte – è scritto nella lettera al sindaco di La Maddalena riportata dal quotidiano locale sardo – rendono il piano difficilmente sostenibile, facendo venire meno la fiducia di mister Harte nella sua realizzabilità. Quindi non consentono di procedere all’acquisto dell’isola con la necessaria serenità”. E la rinuncia del banchiere “ambientalista” all’acquisto di Budelli “è una vittoria”, ha commentato Alfonso Pecoraro Scanio, promotore della petizione #salvabudelli lanciata su change.org e sottoscritta da oltre 120mila persone.

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