Avrebbe somministrato del valium ai pazienti per tenerli tranquilli la notte, senza prescrizione. Sarebbe questa la causa alla base di alcune morti sospette, avvenute lo scorso anno, di pazienti ricoverati al reparto di Medicina dell’ospedale Locatelli di Piario, in provincia di Bergamo, per cui l’unica indagata è l’infermiera Anna Rinelli. Per accertare che il decesso sia stato provocato dal potente tranquillante la Procura di Bergamo ha disposto la riesumazione delle salme di 6 pazienti di tutte le età e con le più disparate patologie, tra gli 89 le cui cartelle cliniche erano state sequestrate ed esaminate lo scorso dicembre. Gli esami, che vanno da quello del capello a quello del fegato, dovranno accertare la presenza nel sangue di valium o altri psicofarmaci non prescritti.

Quindici famiglie dei pazienti sono già state sentite dai carabinieri di Clusone, su incarico del pm titolare dell’inchiesta, Carmen Pugliese: dieci di loro hanno già sporto denuncia ma le cause potrebbero presto aumentare dopo gli interrogatori dei familiari di altri 35 pazienti deceduti, previsti nei prossimo giorni. “Di essere indagata l’ho saputo dai giornali”, ha dichiarato l’infermiera 43enne, accusata adesso di omicidio preterintenzionale e assistita dagli avvocati Veruska Moioli e Michele Cesari. La donna è stata rimossa dall’incarico lo scorso novembre, dai vertici della struttura ospedaliera, subito dopo la denuncia di almeno tre casi di morti sospette e trasferita al Poliambulatorio dell’ospedale di Lovere, dove però non si è mai presentata: l’infermiera è infatti in malattia da quando le è stata comunicata la sospensione.

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