Il procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo ha aperto un’azione disciplinare nei confronti del procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, per la vicenda della farmacista Vera Guidetti. La donna si suicidò due giorni dopo essere stata sentita in questura dal magistrato, in un’inchiesta su un grosso furto di gioielli. Il pg ha fatto partire il procedimento il 18 dicembre 2015 e ora ha tempo due anni per chiudere la sua istruttoria. A quel punto potrà chiedere alla Sezione apposita del Consiglio superiore della magistratura di andare avanti con l’azione o in alternativa di archiviare. “Sono certo che al termine dei doverosi accertamenti emergerà l’assoluta correttezza del mio operato. Si tratta solo di avere un po’ di pazienza”, ha detto Giovannini. Sempre sullo stesso caso, già a novembre 2015, il Csm aveva archiviato un altro procedimento aperto per valutare una possibile incompatibilità ambientale a Bologna per il pm. In quell’occasione il comportamento del magistrato fu ritenuto “assolutamente corretto”.

La notizia dell’azione disciplinare in Cassazione era trapelata con un comunicato del senatore del Partito democratico Luigi Manconi e poi confermata dall’agenzia Ansa. Pochi giorni dopo il suicidio, avvenuto l’11 marzo, il parlamentare con atto formale aveva chiesto ai ministri dell’Interno e della Giustizia un’ispezione in Procura: secondo il senatore, l’audizione della Guidetti, “evidentemente interessata da chiari indizi di colpevolezza, si sarebbe svolta senza alcuna garanzia difensiva e con discutibili modalità per un tempo assai prolungato”. La donna era stata sentita come persona informata sui fatti e non come indagata, dunque senza un avvocato. Poi Manconi aveva ricordato come “al momento della scoperta del corpo della Guidetti e del suo biglietto di accusa, il procuratore aggiunto Giovannini si recava nell’abitazione della donna, anticipando il pubblico ministero di turno e continuando a condurre le indagini sul decesso della Guidetti, nonostante il suo coinvolgimento nella vicenda in quanto indicato (a torto o a ragione) dalla farmacista deceduta – scrisse Manconi – come responsabile di comportamenti ostili nei propri confronti”. La farmacista lasciò infatti un biglietto in cui diceva che Giovannini, durante l’audizione, l’avrebbe trattata come una criminale e non le avrebbe creduto.

Dopo la vicenda Guidetti per Giovannini erano arrivate subito in città sia scritte offensive sui muri, sia diverse minacce di morte per telefono. Le ultime il 19 dicembre 2015. Le misure di sicurezza nei suoi confronti sono state rafforzate nell’ultimo anno. In questi 23 anni il procuratore aggiunto ha coordinato le principali indagini dell’ufficio di via Garibaldi. Fu lui, un anno dopo il suo arrivo a Bologna, a far condannare i membri della banda della Uno bianca. Oggi, assieme ad altri 25 magistrati, il suo nome è in lizza per il posto di procuratore capo di Bologna, dopo che Roberto Alfonso è diventato presidente della Corte d’appello di Milano.

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