Dopo il flop di auto, ora sulla Brebemi rischia di abbattersi anche una sanzione europea. Perché l’autostrada che doveva essere realizzata solo con finanziamenti privati è stata omaggiata da ingenti stanziamenti pubblici: 260 milioni in rate annuali di 20 sono stati deliberati dal Cipe, mentre 60 milioni sono stati messi a disposizione da Regione Lombardia per tre anni, dal 2015 al 2017. “Aiuti di Stato illeciti”, sostengono la co-presidente del partito Verde europeo Monica Frassoni e Anna Donati di Green Italia, che hanno inviato una lettera di denuncia alla Commissione Ue, all’attenzione delle commissarie alla Concorrenza Margrethe Vestager e al Mercato interno Elzbieta Bienkowska.

“Siamo convinte che gli aiuti finanziari ‘a posteriori’ elargiti dal governo all’ente privato Brebemi costituiscano un aiuto di Stato illecito a una società privata e una vera e propria distorsione della competizione, che porterà a un indebito fardello che peserà sulle finanze pubbliche”, si legge nella missiva inviata a Bruxelles. Sotto accusa dunque l’intervento di Stato e regione per un’opera costata 2,4 miliardi che ancora all’inaugurazione del 2014 era stata spacciata dal suo presidente Francesco Bettoni come “realizzata in project financing, senza un euro pubblico”. Solo che appena le sbarre ai caselli si sono alzate, è stato subito evidente che i dati di traffico erano molto al di sotto delle aspettative: 13mila passaggi al giorno nelle prime settimane, saliti solo negli ultimi mesi, dopo l’apertura della tangenziale est esterna, a punte di 38mila. Niente a che vedere comunque con i 60mila di media previsti a regime in fase di progetto. Così i conti in bilancio hanno iniziato a non tornare e il pubblico è dovuto intervenire in soccorso dei soci privati, in primis Intesa Sanpaolo e il gruppo Gavio.

Gli aiuti finanziari, sostengono Frassoni e Donati, “sono mirati alla copertura del cosiddetto ‘rischio traffico’, ovvero il fatto che non c’è abbastanza traffico per coprire i costi operativi dell’infrastruttura” e questo “costituisce una violazione della legislazione europea in tema di aiuti di Stato”. Tanto più che la società “ha vinto la gara anche perché si era impegnata a non chiedere aiuti pubblici e ha accettato una durata della concessione di 19,6 anni”. Ma il governo non si è limitato a intervenire con moneta sonante e ha previsto pure il prolungamento della concessione di sei anni, fino a 25 e mezzo, al termine della quale il privato avrà pure diritto a 1,2 miliardi per il cosiddetto subentro. Ulteriori aspetti che vengono sottolineati nella missiva: “Le estensioni delle concessioni sono proibite e inoltre dovrebbe essere verificato urgentemente se il valore di subentro al termine della concessione non debba essere considerato come aiuto di stato”.

La denuncia alla Commissione europea si aggiunge a un recente esposto presentato da Dario Balotta di Legambiente Lombardia all’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, che proprio nei giorni scorsi ha parlato di “perplessità sulla Brebemi”. Secondo Balotta “con questi consistenti aiuti di Stato è stata alterata la struttura della gara che ha assegnato la concessione per la costruzione e la gestione dell’autostrada”. Di qui la richiesta di “verificare la congruità delle regole di affidamento cambiate platealmente dopo un anno di attività fallimentare della Brebemi”.

Twitter @gigi_gno

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Unicredit, nei prossimi tre anni 18.200 dipendenti tagliati, 6.900 in Italia. Chiuse 800 filiali

prev
Articolo Successivo

Pensioni, Boeri: “Critiche a mie proposte? Da persone che si vedrebbero ridurre il vitalizio della metà”

next