L’orologio che aveva costruito era stato scambiato per un bomba, e le “teste di cuoio” piombate a scuola gli avevano fatto passare una terribile esperienza: adesso, invece è stato invitato all’Onu. Si concluderà così la vicenda di Ahmed Mohamed, il 14enne musulmano che lunedì 14 settembre era stato ammanettato e interrogato a scuola perché sospettato di terrorismo. In realtà il giovane studente aveva fabbricato l’oggetto solo per fare una buona impressione sui compagni.

Per questo,quasi fosse una sorta di risarcimento, mercoledì 23 settembre, Ahmed sarà ospite alla sede delle Nazioni Unite e incontrerà diversi diplomatici. L’incontro è stato annunciato dal consiglio per le relazioni americano-islamiche di Dallas. Erano state infatti le sue origini musulmane a far cadere su di lui i sospetti di insegnanti e polizia.

Il ragazzo è ancora sotto-shock per l’accaduto: dorme male ha perso l’appetito e vuole ritirarsi dalla scuola. “Non voglio più andarci, i ragazzi che vanno lì non sono felici”, ha dichiarato al Dallas Morning News. Dopo la visita all’Onu, la famiglia porterà il figlio in pellegrinaggio a La Mecca. Al loro ritorno decideranno dove Ahmed continuerà gli studi.

Già nei giorni scorsi il giovane aveva ricevuto la solidarietà anche da parte di Barack Obama e Mark Zuckerberg. Il presidente degli Stati Uniti gli aveva scritto su Twitter: “Bell’orologio, Ahmed. Vuoi portarlo alla Casa Bianca? Dovremmo ispirare alla scienza un numero maggiore di giovani come te. E’ questo che fa grande l’America”. mentre il fondatore di Facebook ha invitato lo studente alla Silicon Vallaey per visitare la sede della sua società e lo ha elogiato: “Avere le capacità di costruire qualcosa di così bello dovrebbe suscitare applausi, non portare all’arresto”.

 

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