L’ostacolo alla vigilanza? E’ la classica ipotesi di reato che viene contestata in casi come quello della Popolare di Vicenza, di Veneto Banca, di Mps e di tutti i dissesti che riguardano banche e società quotate. “In realtà si tratta di un salvagente che viene lanciato in automatico a favore delle autorità di controllo e che danneggia ulteriormente i risparmiatori come dimostrano i tanti casi cui abbiamo assistito in questi anni”. A dirlo è l’Adusbef, che contesta alla procura vicentina di aver agito tardivamente nei confronti della Banca Popolare di Vicenza – “la nostra prima denuncia è del 2008” – e che chiede tutele per i risparmiatori e gli azionisti dell’istituto: “Dagli esposti presentati in questi anni emerge in tutta evidenza la truffa e l’estorsione ai danni dei clienti, indotti spesso ad acquistare i titoli della banca dietro la minaccia della mancata concessione di finanziamenti o della revoca degli affidamenti in essere – sottolinea l’associazione – Truffa ed estorsione sono reati che permetterebbero ai risparmiatori di promuovere class action e di costituirsi parte civile ai processi e consentirebbero ai magistrati di approfondire i comportamenti delle autorità di controllo che dovrebbero essere finalmente chiamate a rispondere della loro omessa vigilanza. Invece la contestazione del reato di ostacolo alla vigilanza permette alle autorità di controllo di presentarsi sempre come vittime, di costituirsi parte civile e di beneficiare de facto di una sorta di impunità, mentre i risparmiatori oltre al danno sono costretti a subire anche l’ennesima beffa”.

Ma non è questo l’unico rilievo mosso alla procura di Vicenza: l’Adusbef ha scritto una lettera indirizzata al presidente della Repubblica, al ministro della Giustizia, al vice presidente del Csm e al presidente della Cassazione in cui denuncia “l’inerzia collusiva della procura di Vicenza”, alla cui guida si sono succeduti cinque procuratori-capo dal 1997. Procuratori che, secondo quanto denuncia l’Adusbef, hanno sistematicamente archiviato i procedimenti e le inchieste a carico del presidente della Popolare di Vicenza Gianni Zonin. In alcuni casi è poi emerso che alcuni magistrati o loro congiunti abbiano ottenuto prestigiosi incarichi dalla banca vicentina: è il caso del procuratore Antonio Fojadelli, che è stato nominato amministratore di Nordest sgr, società di gestione controllata al 100% da BpVi, e quello di Paolo Pecori, sostituto anziano reggente la procura tra il 2003 e il 2005 e tra il 2010 e il 2012, il cui figlio Massimo è divenuto uno degli avvocati della banca presieduta da Zonin ed esercita nel foro di Vicenza, lo stesso del padre.

Nella lettera-denuncia Adusbef chiede “urgenti perquisizioni nelle sedi di Bankitalia e Consob per verificare come mai non siano mai intervenute per prevenire gestioni creditizie scellerate, essendo intollerabile che tali strapagati ‘Enti inutili’ possano continuare a farla franca mentre viene dilapidato il pubblico, sudato risparmio”. E’ ora, conclude la lettera, che “i vertici istituzionali di questo Paese ne prendano atto e assumano la responsabilità di fare cessare questa nefandezza”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Banca Popolare di Vicenza, il presidente indagato Zonin non fa passi indietro

prev
Articolo Successivo

Volkswagen, si dimette il numero uno Winterkorn. “Io stupefatto. E non ho commesso irregolarità”

next