Crescono Pd e M5S e per la prima volta da mesi la Lega Nord è in calo. Sale al 26 per cento la fiducia in Luigi Di Maio come leader (+2 per cento). La riforma del Senato in discussione in Parlamento? Il 56 per cento degli intervistati ammette di non averla capita. Sono questi i risultati di un sondaggio Ixè per Agorà (RaiTre).

Secondo l’Istituto di Roberto Weber, il partito del presidente del Consiglio Matteo Renzi mantiene la tendenza di crescita delle ultime settimane e tocca quota 34,2% (+0,2%). Il M5S si consolida secondo partito con il 23,1% (+0,6%) mentre la Lega Nord scende sotto il 15% (14,9%, -0,2%). Se si votasse oggi, l’affluenza sarebbe al 60,7 per cento. Sempre secondo lo stesso sondaggio, FI passa dal 10,4 al 10,8% e anche Sel arriva dal 4,6% al 4,9%. Il Prc dallo 0,9 all’1%. Parlando invece della fiducia nei leader, cresce quella nel deputato M5S Di Maio mentre Renzi rimane stabile al 31 per cento. Il segretario del Carroccio Matteo Salvini scende al 20% (-1 per cento). Sale anche se di poco Silvio Berlusconi all’11 per cento (+1%).

Per quanto riguarda la riforma del Senato in discussione in questi giorni in Parlamento, solo il 28% sostiene di essere informato, mentre il 16% non si esprime. Entrando nel merito del provvedimento, l’articolo 2 che abolisce l’eleggibilità diretta dei senatori piace solo a 1 italiano su 3 (33%). Più netta la porzione di popolazione contraria alla modifica (45%).

Si tratta di un sondaggio CATI-CAMI effettuato su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.811 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni. Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall’Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d’errore massimo: ± 3,1 per cento.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Elezioni Milano, Maroni: “Se vinciamo sfrattiamo Renzi. Sala? E’ di sinistra”

prev
Articolo Successivo

Riforma Senato, Bersani: “Aperture di Renzi? Bene, ma si intervenga su art.2”

next