Maglia nera come le camicie nere del fascismo. E’ l’accusa che il quotidiano francese Le Monde ha fatto alla Lazio per la scelta della maglia da trasferta della squadra capitolina, appunto di colore nero, con la quale ha debuttato in Europa League contro il Dnipro. Il giornale francese, in particolare, fa riferimento all’orientamento politico della curva biancoceleste e dell’ex giocatore laziale Paolo Di Canio, che durante la sua carriera ha più volte fatto il saluto romano rivolto alla curva dei sostenitori. “Il club ha una cattiva reputazione soprattutto per i suoi sostenitori neofascisti della Curva Nord, che si sono distinti più volte con slogan nostalgici degli anni ’30 e versi delle scimmie” ha argomentato l’autore dell’articolo; mentre sull’ex capitano della Lazio scrive: “È una maglia che farà tornare dalla pensione Paolo Di Canio, il giocatore italiano dichiaratamente fascista che potrà giocare per la terza volta nella Lazio dopo la militanza del 1985-1990 e 2004-2006″.

Il giorno dopo l’uscita dell’articolo, c’è stata l’immediata risposta del responsabile marketing della Lazio, Marco Canigiani: ” Il colore doveva essere necessariamente scuro, in quanto la prima maglia è celeste e la seconda bianca”. Canigiani ha poi spiegato che la scelta del nero è stata fatta per poter usare l’effetto “tono su tono” che disegna un’aquila e avere l’ok della Uefa. Insomma, la politica e la storia e tantomeno certe ideologie nostalgiche non c’entrano niente. Inoltre Canigiani ha sottolineato come molte altre squadre, dalla Juventus allo stesso Paris Saint-Germain, giocano con la maglia nera. I tifosi capitolini invece hanno ricordato che dopo la strage di Charlie Hebdo i giocatori della Lazio scesero in campo durante il derby con una maglia con la scritta “Je suis Charlie“. Anche Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, che – ironizzando sul fatto che lei tifa Roma – ha attaccato Le Monde: “Siamo al delirio. Il nero può essere indossato, ma non da una squadra romana e non dalla Lazio”.

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