Secondo Confindustria, nel biennio 2015-16 in Italia verranno creati quasi 500mila posti di lavoro. La previsione è contenuta nel rapporto del centro studi di viale dell’Astronomia. “Nel 2015 il numero di persone occupate continuerà a crescere, con una variazione in media d’anno pari a +0,9%. Nel 2016 registrerà un +1% e il biennio previsivo si chiuderà con 278mila occupati in meno rispetto a fine 2007 (-1,2%) ma con +494mila rispetto al 2014″, spiegano gli analisti del Csc. I numeri degli anni precedenti la crisi restano insomma lontani, ma è in atto un recupero. Per quanto riguarda l’andamento del pil, poi, il tasso di crescita è visto per quest’anno all’1% e per il prossimo all’1,5%, contro il +0,8% e +1,4% stimati a giugno. Gli industriali sono quindi più ottimisti del governo, che come annunciato dal premier Matteo Renzi si appresta a rivedere le previsioni di crescita da +0,7 a +0,9%. Mentre lOcse mercoledì ha ritoccato all’insù le stime per quest’anno ma fermandosi a +0,7% e abbassando quelle per il 2016.

Questi dati “sono un buon risultato”, ha commentato il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, “ma dobbiamo puntare più in alto” e “dobbiamo tornare a crescere di almeno il 2%“. Anche perché, come si legge nel rapporto intitolato “Le sfide della politica economica”, “l’analisi della situazione attuale suggerisce che in questo momento il Paese risplende più di luce riflessa che per meriti propri“.

“Sull’andamento dell’occupazione”, affermano gli analisti, “hanno certamente avuto un ruolo importante l’introduzione degli sgravi contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato, operativi da gennaio, e le nuove regole previste dal Jobs Act, entrate in vigore a marzo”. Misure che stanno avendo “un impatto positivo”. Nel 2015, la disoccupazione è prevista attestarsi in media al 12,2%, mentre scenderà all’11,8% nel 2016, nonostante una forza lavoro che accelera dello 0,5% in media d’anno.

Nonostante la risalita dell’attività economica e un recupero dell’occupazione superiore a quanto il Csc aveva previsto lo scorso giugno, nel mercato del lavoro italiano permarrà un ampio bacino di persone, evidenzia il centro studi, che sono senza occupazione o lavorano meno di quanto vorrebbero: agli oltre 3 milioni di disoccupati nel secondo trimestre 2015 (+84,8% rispetto a sette anni prima) bisogna aggiungere gli occupati part time involontari (2,6 milioni , +88,8%) e i non occupati che sarebbero disponibili a lavorare ma non hanno ancora compiuto azioni di ricerca attiva perché scoraggiati (1,6 milioni, +53,4%) oppure stanno aspettando l’esito di passate azioni di ricerca (638mila, raddoppiati rispetto a prima della crisi). In totale si tratta di 8 milioni di persone, +105,9% in confronto al 2007.

Il Csc nota poi che la legge di Stabilità che è “in cantiere” dovrebbe “rafforzare notevolmente l’intensità del recupero dell’economia italiana, che rimane fragile e modesto rispetto al terreno perduto, alle spinte che arrivano dall’esterno e ai ritmi che sono necessari per chiudere la voragine di produzione, reddito e occupazione scavate dalle due profonde recessioni”.

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