Trasparenza, controllo del voto e certificazione degli iscritti. Sono questi i principali punti cardine di Sinapsi, la piattaforma informatica per la democrazia partecipativa promossa e presentata oggi da Alternativa Libera, il gruppo dei fuoriusciti dal M5s alla Camera. “Sarà un’associazione di soci, non ci saranno capi o capetti, tutti avranno la possibilità di verificare e controllare il voto”, spiegano. Perché la vostra piattaforma è migliore di Rousseau, quella del M5s? “Quello è fumo negli occhi”, afferma Massimo Artini, il deputato espulso dal movimento proprio per le polemiche sulle votazioni online sul blog di Beppe Grillo e Gian Roberto Casaleggio. ”Ricordo ancora le parole di Roberto Fico, “a breve ci sarà un ente terzo che certificherà il voto”. Quelle parole sono ancora oggi lettera morta”, è la stoccata di Artini. “Ci ispiriamo alla piattaforma di Podemos, tutti gli iscritti sono certificati e non ci sono liste di utenti usate a fini commerciali”, aggiunge. “Grillo e Casaleggio hanno paura della vera partecipazione, hanno paura di perdere il controllo della loro struttura politica, d’altronde il direttorio è nato proprio per questo”, seconda bordata. Artini, poi, svela anche qualche retroscena. All’inizio della legislatura era stato incaricato dal gruppo parlamentare di occuparsi proprio della piattaforma: “Sono successe cose raccapriccianti, dovute a chi non aveva titolo per farlo, azioni che ricadono nel penale”, dice senza voler entrare nei particolari. Per Artini il M5s è rimasto uguale ai tempi della sua cacciata: “Sono i media e i giornali che dopo l’Italicum hanno cambiato atteggiamento nei loro confronti”, commenta ancora. “La nostra sfida è difficile, aggregare nei territori chi è rimasto deluso, ci vorranno anni, ma il M5s non è credibile come alternativa”, spiega. Al progetto di Sinapsi sembra interessato anche Pippo Civati di Possibile. “Non c’è un’alleanza ma un interesse comune, noi siamo partiti dal presentare questa piattaforma”, chiosa Artini

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