In Vaticano è iniziato il primo processo penale per pedofilia e pedopornografia. Mentre il Papa è in viaggio in America latina, si è tenuta nel Tribunale della Santa Sede la prima udienza del procedimento giudiziario contro l’ex nunzio nella Repubblica Dominicana Jozef Wesolowski. L’imputato era assente per un improvviso malore ed è stato ricoverato in terapia intensiva in una struttura ospedaliera pubblica di Roma. Cinque i capi di accusa contro di lui: detenzione di materiale pedopornografico; pedofilia in concorso con il suo assistente ed amante, l’ex diacono Francisco Occi Reyes; ricettazione di materiale pedopornografico; lesioni gravi alle sue vittime adolescenti; condotta che offende la religione e la morale cristiana per aver visitato siti pornografici. La prima udienza è durata sei minuti e il processo è stato rinviato senza una data precisa “dovendosi attendere la cessazione della causa che ha dato luogo al rinvio”.

Quello all’ex nunzio apostolico, già ridotto allo stato laicale nel processo canonico della Congregazione per la dottrina della fede, è il primo procedimento penale che si svolge sotto il pontificato di Bergoglio. L’ultimo era stato quello all’ex maggiordomo di Benedetto XVI, Paolo Gabriele, condannato a un anno e sei mesi per furto aggravato e poi graziato da Ratzinger poche settimane prima delle dimissioni. Ma quello che vede alla sbarra Wesolowski è anche il primo processo vaticano che si celebra con la nuova legge penale voluta da Francesco nel 2013 che ha introdotto, tra gli altri, il reato di pedopornografia. Numerose sono state le testimonianze delle vittime dell’ex diplomatico.

Twitter: @FrancescoGrana

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Roma, bimbo morto in metro: sbagliare a fin di bene

prev
Articolo Successivo

Bimbo morto nel metrò a Roma, autopsia: “Lesioni multiple”. Lunedì i funerali, proclamato lutto cittadino

next