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Piemonte, pastori intossicati dal monossido di carbonio in un baita di montagna: morto un volontario, 5 ricoverati

L'incidente in alta quota sull’alpe Devero, provincia del Verbano-Cusio-Ossola. La vittima è un 37enne, grave un 19enne. In corso accertamenti sulle cause
Piemonte, pastori intossicati dal monossido di carbonio in un baita di montagna: morto un volontario, 5 ricoverati
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Una persona è morta e altre cinque sono rimaste intossicate dal monossido di carbonio in una baita nel nord del Piemonte, in valle Devero (Verbano-Cusio-Ossola) a pochi chilometri dal confine dalla Svizzera. L’incidente è avvenuto nella notte in un locale isolata all’alpe Buscagna, nel territorio comunale di Baceno, dove si trovavano sei margari, allevatori e pastori di bestiame bovino e ovini. Critiche sono le condizioni di una ragazza di 19 anni, trasportato all’ospedale Niguarda di Milano. Altri due uomini di 62 anni sono stati trasferiti con l’elisoccorso all’ospedale di Novara in codice giallo. Gli ultimi due sono stati portati via terra all’ospedale di Domodossola: le loro condizioni, inizialmente classificate come codici verdi, sarebbero però in peggioramento. Due dei cinque pastori rimasti intossicati sono attualmente trattati in camera iperbarica a Fara Novarese, presso la casa di cura I Cedri. Lo si apprende da fonti sanitarie. Sull’accaduto indaga il soccorso alpino della Guardia di finanza di Domodossola, che ha provveduto a sequestrare il boiler da cui si sospetta si sia originata la fuga di monossido di carbonio. L’allarme è scattato intorno a mezzanotte e mezza. A chiedere aiuto, non senza difficoltà, è stato uno degli stessi margari, probabilmente già in stato confusionale a causa dell’intossicazione.

La vittima è Pietro Maria Fiori, 35 anni, di Milano. Dalle prime informazioni raccolte emerge che stava trascorrendo un periodo in alpeggio come volontario tramite un’associazione che seleziona persone disposte ad aiutare gli allevatori in estate. Gli altri intossicati, oltre la ragazza di 19 anni, sono il gestore dell’alpeggio, suo padre, e due dipendenti dell’azienda agricola Francesco Biondo, dove la vittima stava trascorrendo l’esperienza di volontariato nell’ambito del progetto Pasturs. Si tratta di una rete per unire allevatori e volontari tra i 18 e i 45 anni, disposti a trascorrere in alpeggio due o più settimane per aiutare nella vita lavorativa. Pasturs, nato sulle alpi Orobie bergamasche, poi diffusosi in altre aree delle Alpi e dell’Appennino, ha l’obiettivo di migliorare la convivenza tra allevamento e grandi predatori come lupi e orsi. L’azienda Francesco Biondo è una realtà familiare basata a Masera (Vco) dove vengono allevati ovini, caprini e bovini e che da tempo porta d’estate gli animali in altura in valle Devero.

Le condizioni del gestore e di suo padre (ricoverati a Domodossola) non sarebbero critiche. Più serie quelle di due dipendenti dell’azienda agricola e, soprattutto, della 19enne: “Pare che la donna sia la compagna del volontario deceduto, ma non era lì nell’ambito del progetto Pasturs”, ha dichiarato all’Ansa Daniele Piazza, direttore dell’ente Aree protette dell’Ossola che gestisce il parco naturale dell’alpe Veglia e dell’alpe Devero. “E’ una tragedia, stiamo cercando anche noi di capire quanto avvenuto”, ha aggiunto. “L’alpeggio è di proprietà del Comune di Baceno e il Parco ce l’ha in gestione e lo affitta da sei anni a un’azienda agricola. E’ appena iniziato il successivo periodo di sei anni – spiega Piazza -. Ora stiamo cercando di dare un po’ di manforte anche agli alpigiani”. Nella notte il direttore ha ricevuto una telefonata dal gestore dell’alpeggio: “Ha contattato i soccorsi e poi me, perché ci sentiamo regolarmente, loro sono gli alpigiani e noi i gestori dell’alpeggio, così giustamente ha pensato giustamente di avvisarmi”.

Gesine Otten, del Comitato salvaguardia allevatori Vco, conosce bene l’azienda: “Hanno pecore, capre, vacche, hanno un gregge abbastanza grande. Salgono in alpeggio da anni, fanno formaggi e li vendono al Devero. La moglie del gestore era a Masera con la loro figlia piccola: per fortuna non erano presenti e per fortuna sono intervenuti elicotteri capaci di volare la notte, sennò penso che il bilancio sarebbe stato ancora peggiore. E’ una tragedia”.

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