“Chiediamo ai leader europei di evitare di scrivere una brutta pagina di storia”. E’ il nuovo appello del gruppo di economisti, tra cui il premio Nobel Joseph Stiglitz, Thomas Piketty e l’ex premier italiano Massimo D’Alema, che all’inizio di giugno dalle pagine del Financial Times aveva auspicato un compromesso per risolvere la crisi greca. Nel giorno in cui scade il piano di aiuti per la Grecia e il premier Alexis Tsipras fa i conti con la proposta arrivata in extremis dal presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker gli stessi firmatari – tra cui anche James Galbraith, professore all’University del Texas, e D’Alema nella veste di presidente della Foundation for Europen progressive studies – tornano a scrivere al quotidiano finanziario.

“Occorre mettere la Grecia in grado di pagare 1,6 miliardi di euro al Fmi“, si legge nell’appello, che prosegue: “Bisogna permettere uno swap del debito con titoli della Bce dovuti in luglio e agosto in cambio di bond dal fondo di salvataggio, con scadenze più lunghe e tassi di interesse più bassi, che riflettano gli inferiori oneri finanziari dei creditori”.

L’intervento esorta a ricominciare le trattative “tenendo, in primo luogo, in considerazione che le politiche restrittive di austerità richieste alla Grecia sono state screditate dallo stesso dipartimento di ricerca del Fmi. In secondo luogo, non bisogna dimenticare che i leader di Syriza si sono impegnati a intraprendere in Grecia riforme di ampia portata, se avranno lo spazio di manovra per farlo”.

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