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Carburanti, il cdm decide sulla proroga dello sconto. L’ipotesi accise mobili e la solita suggestione di Salvini: “Tassare di più le banche”

La decisione dipende dai conti che il Mef sta chiudendo in queste ore sull'Iva incassata a luglio. Se l'extragettito fosse sufficiente, basterebbe un decreto ministeriale di via XX Settembre che potrebbe essere approvato direttamente giovedì, giorno in cui scade il taglio ora in vigore. Ma è probabile che servano altre coperture e in quel caso occorrerà un decreto
Carburanti, il cdm decide sulla proroga dello sconto. L’ipotesi accise mobili e la solita suggestione di Salvini: “Tassare di più le banche”
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Il governo arriva al consiglio dei ministri delle 16:30 con un problema: trovare il modo di evitare che il prezzo dei carburanti torni a correre proprio nel pieno dell’esodo estivo senza aprire un nuovo buco nei conti pubblici. Dopo il taglio delle accise sul gasolio deciso una settimana fa, che ha un costo di 12,5 milioni al giorno, oggi Palazzo Chigi dovrà decidere se prorogare una misura costosa e poco efficace visto l’aumento dei prezzi deciso nel frattempo dalle compagnie, rimodularla o lasciarla scadere il 6 agosto. Lo strumento sul tavolo è quello delle accise mobili, cioè la riduzione dell’imposta finanziata con l’extragettito Iva generato dall’aumento dei prezzi della materia prima. La decisione dipende dai conti che il Mef sta chiudendo in queste ore sull’Iva incassata a luglio.

Le stime che circolano sono molto diverse e resta da capire se le risorse saranno sufficienti per replicare lo sconto solo sul gasolio per un paio di settimane, fino a dopo Ferragosto. Se così fosse, basterebbe un decreto ministeriale di via XX Settembre che potrebbe essere approvato direttamente giovedì, giorno in cui scade lo sconto ora in vigore. Ma è probabile che servano altre coperture e in quel caso occorrerà un decreto con il via libera del cdm.

Nel frattempo, però, il mercato continua a muoversi nella direzione opposta. Secondo gli ultimi dati del Mimit, il prezzo medio del gasolio self sulla rete ordinaria è salito a 2,100 euro al litro, il livello più alto dal 29 luglio, il giorno successivo all’entrata in vigore del taglio delle accise. La benzina resta stabile a 1,999 euro, mentre sulle autostrade è a 2,084 euro in modalità self e il diesel è a 2,173 euro, in lievissima discesa dai 2,174 di ieri. Gli aumenti arrivano dopo che il Brent, superata la fiammata dei giorni scorsi, è tornato a scendere sotto i 90 dollari al barile.

“Il gasolio è sceso in autostrada e salito nella rete stradale, un evidente segno del fatto che l’andamento non dipende dalle quotazioni del petrolio ma dalla possibilità o meno di speculare: in autostrada, essendo finito l’esodo estivo del weekend, non c’è più bisogno di alzare i prezzi”, afferma il presidente dell’Unione nazionale consumatori, Massimiliano Dona. L’associazione chiede al governo “non solo di intervenire sul gasolio, riducendo le accise, se lo si vuole sotto i 2 euro in autostrada, dagli attuali 14 cent a 29 cent, ma di agire anche sulla benzina con un taglio di 15 cent (18,3 con l’Iva)”. Per trovare i soldi, secondo l’associazione, “bisogna inasprire, come si era inizialmente ipotizzato, la tassazione sul fumo“. La tassazione degli extraprofitti delle compagnie petrolifere ed energetiche è una cosa “più che condivisibile che chiediamo da anni ma che richiede tempo”.

Il vicepremier e ministro a Infrastrutture Matteo Salvini ha di nuovo bocciato l’ipotesi di un aumento della tassazione di sigarette e alcolici per recuperare risorse commentando: “Non mi sembra che vada da nessuna parte. Ti do con la mano destra e ti prendo con la mano sinistra”. In compenso ha rispolverato la tassazione degli extraprofitti delle banche ribadendo che “ci sono realtà economiche che in questo periodo fortunatamente, per loro bravura evidentemente, stanno facendo utili che non hanno precedenza nella storia italiana. Penso alle banche, al mondo della finanza e penso al mondo dell’energia“. “Le principali due banche italiane, ma lo dico con estremo rispetto e con gioia, perché più guadagnano più pagano di tasse – ha aggiunto -, hanno chiuso il primo semestre di quest’anno con utili che non hanno mai registrato nella storia. E solo in due superano i 12 miliardi di euro. Bravi, ovviamente ma una parte di questo enorme profitto meritato penso che almeno in parte possa essere restituita alla comunità per abbassare le accise, sicuramente per quelli che vanno in vacanza a Ferragosto, ma soprattutto per quelli che ci lavorano tutti i giorni. E quindi sono scelte che impongono coraggio e visione”.

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