L’Ungheria sospende l’accoglienza per i richiedenti di asilo politico. Lo ha annunciato un portavoce del governo, spiegando che temporaneamente l’esecutivo ungherese intende “congelare” la sua adesione alla convenzione di Dublino, che regola appunto i termini di asilo politico per i rifugiati.

“Le capacità del sistema ungherese di accoglienza dei richiedenti asilo sono sovraccariche, le più sovraccariche tra gli Stati dell’Ue colpiti dall’immigrazione illegale“, ha detto il portavoce del governo magiaro, aggiungendo che comunque il suo Paese non smetterà di ricevere i rifugiati che avevano già chiesto asilo, spostandosi poi in altri Paesi dell’Unione europea.

Secondo la convenzione di Dublino, chi intende richiedere asilo nel continente europeo deve farlo nel primo paese dell’Unione in cui arriva: la decisione del governo, quindi, significa che Budapest non accoglierà più i rifugiati che entrano in Europa attraverso l’Ungheria, per poi spostarsi in altri Stati membri. È per questo motivo che la decisione del governo magiaro incide anche sulla confinante Austria. “Spingeremo affinché si trovi una situazione prima possibile”, dice un portavoce del ministero degli Interni austriaco.

Nei dodici mesi del 2014 in Ungheria erano arrivati più di 50 mila richiedenti asilo, secondo le stime diffuse dal governo ungherese. Che pochi giorni fa aveva annunciato la costruzione di un muro alto 4 metri lungo i confini con la Serbia, per un percorso di 175 chilometri. “Servirà per tenere fuori i migranti”, aveva detto il ministro degli esteri ungherese Peter Szijjarto. L’Ungheria è uno dei Paesi assolutamente contrario alla redistribuzione dei richiedenti asilo tra gli Stati membri dell’Unione. Appena il 9 giugno scorso il Consiglio d’Europa aveva bacchettato il governo magiaro sulla gestione dei richiedenti asilo.

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