La situazione abitativa in Italia è una “vera emergenza sociale, ormai fuori controllo“. E’ quanto sostengono Cgil-Sunia (Sindacato unitario nazionale inquilini e assegnatari), in un comunicato diffuso venerdì 19 giugno. I dati presentati sono riferiti al periodo 2013-14, nel quale sono stati “emessi 77.278 sfatti, con un aumento del 5,3%, ma per quelli per morosità (l’89% del totale) la crescita è stata del 5,7%“. 

Aumentano anche le richieste di esecuzione di sfratto con ufficiale giudiziario che passano dalle 129.577 (2013) alle 150.075 (2014) con un incremento annuo del quattordici percento. Le regioni maggiormente colpite si confermano quelle a più alta densità abitativa: Lombardia (18,8% del totale), Lazio (12,5%) e Piemonte (10,7%).

“I dati del 2014 confermano – si legge ancora nella nota – che l’aumento degli sfratti e delle richieste di esecuzione, sono la riprova di un sistema abitativo che non funziona o, peggio ancora, continua a puntare su soluzioni come la proprietà della casa, che nulla hanno a che fare con la risposta ad una domanda che si è progressivamente impoverita e non solo a causa della crisi”. “La sottovalutazione pericolosa del disagio sociale crescente alimentato dalla crisi abitativa – aggiungono il sindacato di Susanna Camusso e quello degli inquilini e assegnatari – ha raggiunto limiti non più tollerabili. Una ulteriore prova è data dalla scadenza, fine giugno, della miniproroga delle esecuzioni concessa per le famiglie di anziani, persone con disabilità, minori o malati terminali”.

Quindi la richiesta all’esecutivo di “inserire la politica abitativa tra le priorità dell’azione governativa, definendo un vero e proprio piano pluriennale fatto di risorse certe e continuative, riforme legislative e analisi dei segmenti di fabbisogno”, altrimenti non sarà mai possibile l’uscita dalla crisi in cui è piombato da alcuni anni il settore abitativo.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

IL DISOBBEDIENTE

di Andrea Franzoso 12€ Acquista
Articolo Precedente

Sanzioni Russia, “Europa rischia 2 milioni di posti di lavoro e 100 miliardi”

next
Articolo Successivo

Banche, ministri Ue: “Attività speculative separate da quelle commerciali”

next