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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 12:28 del 11 Giugno 2015

Scontri a Cremona, altri due antagonisti in manette. Pm: “In piazza a sfogare bassi istinti”

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Sono personaggi noti dell’area antagonista i due nuovi arrestati nell’ambito dei disordini verificatisi a Cremona durante il corteo antifascista del 24 gennaio, quando la città fu teatro della violenza dei black bloc. Le indagini della Digos di Cremona, Bologna e Brescia hanno portato in carcere un 30enne bresciano (R.M.), frequentatore del centro sociale Magazzino 47, e un leccese (P.M.M.), 24enne, domiciliato a Bologna per motivi di studio. Le accuse che pendono sul loro capo sono devastazione e porto ingiustificato di oggetti atti a offendere. I due sono stati riconosciuti e identificati nonostante fossero travisati al momento dei fatti grazie ai numerosi filmati raccolti e visionati dagli inquirenti. “Un’attività d’indagine che è tutt’ora in corso”, hanno detto le forze dell’ordine nella conferenza stampa di stamattina. Indagini condotte dal sostituto procuratore Fabio Saponara. “Sono persone che vengono a sfogare i loro bassi istinti”, ha commentato oggi il procuratore capo Roberto Di Martino. Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati capi di abbigliamento identici a quelli che, stando agli accertamenti, sarebbero stati utilizzati il 24 gennaio.

Il 30 marzo erano già state arrestate due persone, gravitanti nell’universo anarchico, che si erano resi responsabili, quel giorno, di danneggiamenti ad alcuni istituti bancari e al comando della polizia municipale. Nel corso della manifestazione, infatti, alcuni gruppi sparsi di persone presero d’assalto, con spranghe, picconi e bastoni, le diverse banche che si trovavano nelle vie vicine alla sede di CasaPound, distruggendo vetrine e sportelli bancomat. E durante il rientro al centro sociale Dordoni un gruppo di antagonisti devastò la sede dei vigili urbani. “L’attività svolta questa mattina – fa sapere la questura – rappresenta un’ulteriore risposta ai gravi disordini verificatisi in quell’occasione”.

La manifestazione di gennaio era stata promossa dai centri sociali come risposta ai fatti che si erano verificati la settimana precedente quando – durante una rissa – fu gravemente ferito un esponente del centro sociale Dordoni di Cremona, Emilio Visigalli, per mano di alcuni membri appartenenti alla formazione neofascista  di Simone Bacchetta
Twitter: @bacchettasimone

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