“L”impresentabilità’ non è prevista dalla legge Severino. Quindi, l’operazione fatta dalla commissione Antimafia è fuori dalle regole”. Sono le parole pronunciate ai microfoni di “Ho scelto Cusano” (Radio Cusano Campus) da Stefano Ceccanti, costituzionalista e uno degli ispiratori del progetto Pd. L’ex senatore del Partito Democratico spiega: “In diritto esistono gli’ incandidabili’ e gli ‘ineleggibili’, questo è quanto prevede la legge Severino. La commissione Antimafia ha sempre fatto operazioni di monitoraggio delle candidature, ma non aveva mai divulgato in precedenza i nomi degli ‘impresentabili’. E resta un altro problema, segnalato peraltro dal presidente Violante: anche volendo fare una lista di questo genere, non si può farla a ridosso di 48 ore, negando sia ai partiti, sia ai singoli il diritto di replica”. Alla domanda del conduttore Gianluca Fabi, che gli chiede se siamo nell’illegalità, Ceccanti risponde: “Secondo me questa operazione non si poteva fare. I codici di autoregolamentazione votati dal Parlamento, anche con norme più strette, prevedono che i partiti, secondo l’articolo 3, debbano avere il tempo per spiegare i motivi per cui hanno presentato un certo tipo di candidature. Questo precedente è semplicemente da dimenticare, non ci poteva essere e quindi non va ripetuto. Se invece si ritiene che l’elenco della legge Severino, che prevede incandidabilità e ineleggibilità, sia incompleto, allora lo si aggiorni. Questo si può fare. Ma creare” – continua – “una tipologia di candidati ‘impresentabili’ non si può fare. Per giunta, si tratta di reati che non c’entrano niente con la mafia e quindi non si capisce perché se ne debba occupare la Commissione antimafia“. E chiosa: ” Ci può stare che in un partito politico ci sia una lotta interna molto forte. Ma l’importante è che quella legittima lotta non diventi un’operazione in cui si utilizzino le istituzioni, che vanno invece tenute al riparo da una battaglia di correnti interne a un partito. Mi chiedo quante persone siano state indotte all’astensione dopo questo pronunciamento” di Gisella Ruccia

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