Un modulo da compilare in Comune e sedici euro: ecco tutto quello che serve per mettere la parola fine al proprio matrimonio. E’ il cosiddetto ‘divorzio low cost’, procedura semplice e veloce che evita la trafila burocratica fra aule di tribunali e avvocati. “Abbiamo iniziato a fornire questo servizio dall’entrata in vigore della legge 162/2014 che prevede la possibilità per i coniugi di comparire direttamente davanti all’ufficiale di Stato civile del Comune per la separazione o divorzio – spiega Angelo Ottavianelli, direttore dell’Ufficio Anagrafe di Roma Capitale – In soli quattro mesi i numeri sono importanti: 510 pratiche e 49 coppie in attesa di essere ricevute”. Per accedere al ‘divorzio fai da te’ i coniugi devo essere d’accordo e non ci devono essere figli e beni patrimoniali in comune “altrimenti – afferma l’avvocato matrimonialista Gabriella Arcuri – si dovrà procedere alla negoziazione assistita o alla forma tradizionale di separazione”. “Dopo l’atto nei nostri uffici – aggiunge Ottavianelli – la coppia torna dopo un mese per un secondo appuntamento. Se conferma la scelta allora la separazione o il divorzio diventa effettivi”. “La figura dell’avvocato è facoltativa – dice Arcuri – ha un ruolo di supporto e informazione nella fase di formalizzazione dell’accordo”. “E’ una procedura semplicissima – dice una coppia dopo il primo appuntamento con l’ufficiale di Stato civile – si salta tutta la trafila e fra pochi giorni saremo liberi”  di Annalisa Ausilio

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te

In questi tempi difficili e straordinari, è fondamentale garantire un'informazione di qualità. Per noi de ilfattoquotidiano.it gli unici padroni sono i lettori. A differenza di altri, vogliamo offrire un giornalismo aperto a tutti, senza paywall. Il tuo contributo è fondamentale per permetterci di farlo. Diventa anche tu Sostenitore

Grazie, Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Matrimoni gay: non siamo panda del Sichuan, vogliamo pari diritti

next
Articolo Successivo

Trenitalia, operatore non fa il biglietto al gruppo di ragazzi disabili: “Troppo lenti”

next