Ieri lo sciopero contro la riforma della scuola, oggi Matteo Renzi ha riunito al Nazareno i parlamentari Pd per fare il punto sulle modifiche al disegno di legge. I tempi sono stretti, ma il presidente del Consiglio vuole rimediare alle polemiche delle scorse ore e soprattutto al “brutto messaggio” trasmesso su quello che considera uno dei punti cardine del suo governo. Il testo è in discussione a Montecitorio e sarà alla Camera dalla prossima settimana (il primo via libera è in programma il 19 maggio dopo un dibattito con tempi contingentati). Il segretario Pd per questo cerca di dare segnali di apertura: il provvedimento, ha ribadito durante la riunione, non è definitivo, ma è aperto a modifiche e presto una delegazione del Partito democratico incontrerà i rappresentanti del mondo scolastico che erano nelle piazze a protestare.

“Stiamo lavorando, migliorando e integrando il testo”, ha detto il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, “non c’è nessun cambiamento di linea. Stiamo lavorando in Commissione e discutendo con tutte le forze interessate e con il mondo della scuola. Il dialogo è aperto”. Tra i cambiamenti ipotizzati, c’è quello di una possibile modifica al potere dei presidi di scegliere i professori. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, l’emendamento potrebbe prevedere che i professori possano autocandidarsi e i dirigenti scolastici facciano colloqui per selezionarli e poi motivino la loro scelta. Dopo l’incontro, dovrebbero essere alcuni emendamenti a firma della relatrice, Maria Coscia (Pd), a recepire le richieste. Con lo sciopero dei docenti di ieri (che ha visto l’80% delle adesioni), riferisce un presente alla riunione, “si è aperto un problema politico” e per questo “è stato deciso di recepire almeno una parte delle richieste avanzate dai docenti”.

Nei prossimi giorni sarà fissato un incontro con chi era nelle piazze a scioperare. La delegazione Pd – a cui dovrebbero prendere parte oltre al presidente Matteo Orfini anche i deputati che seguono il disegno di legge alla Camera – “ascolterà” i rappresentanti della scuola per trovare un punto di incontro sulla riforma.

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