Insegnanti e studenti scendono in piazza contro la riforma della scuola voluta dal governo Renzi. Mezzo milione di persone attese e sette le città coinvolte dalle manifestazioni: Aosta, Bari, Cagliari, Catania, Milano, Palermo, Roma (qui le indicazioni su ritrovi e iniziative). Questa volta tutti i sindacati di categoria più importanti (Flc-Cgil, Uil, Cisl, Snals Confsal, Gilda) stanno combattendo la stessa battaglia. Ma di preciso che cosa prevede la proposta di legge (formata da 24 articoli) ora in discussione alla Camera? Ecco una sintesi in dieci punti.

PIANO ASSUNZIONI DOCENTI
Per l’anno scolastico 2015/2016 il Miur prevede di garantire un contratto a tempo indeterminato a 100.701 docenti. Tra questi rientrano gli iscritti nelle graduatorie a esaurimento (Gae) – che in questo modo verranno chiuse – e i vincitori dell’ultimo concorso pubblico, che risale al 2012. Dalle prime però vengono esclusi gli insegnanti dell’infanzia, circa 23mila precari. Non solo. Secondo una stima della Flc-Cgil, continueranno a non avere un posto stabile anche 80mila docenti abilitati con il Tfa (tirocinio formativo attivo) e il pas (percorso speciale abilitante), inseriti in seconda fascia, che hanno speso in media tremila euro a testa per seguire i corsi, comprare i libri e fare gli esami. Tra l’altro molti di questi insegnano materie come musica, matematica, educazione tecnica, spagnolo, per cui c’è carenza di specialisti nelle nostre scuole. Dal 2016 l’unico modo per essere assunti sarà mediante concorso. Il prossimo messo in agenda dal Governo è nel 2016. Ma per il sindacato è troppo presto. “Va rimandato al 2018. Prima bisogna assorbire gli abilitati di seconda fascia istituendo graduatorie regionali, è un loro diritto. Al concorso infatti possono partecipare tutti, anche chi non ha mai prestato servizio”.

PRESIDI CON “SUPERPOTERI”
Spetterà ai dirigenti scolastici scegliere la squadra di insegnanti dagli albi territoriali, ma anche in servizio in altre scuole. Inoltre, individuerà tre coadiuvanti tra quelli di ruolo nell’organizzazione della scuola. Sarà responsabile del piano didattico e formativo. Ma anche della valorizzazione delle risorse umane e potrà premiare i docenti in base al merito riconoscendo loro un aumento dello stipendio. È stato stanziato un apposito fondo da 200 milioni di euro annui a decorrere dal 2016. Al docente verranno riconosciuti crediti didattici (che si riferiscono alla qualità dell’insegnamento), formativi (relativi all’attività di formazione) e professionali (assunti all’interno della scuola per promuoverne l’organizzazione) che andranno a comporre il suo portafoglio. I sindacati lamentano un eccesso di potere, per di più discrezionale, concentrato nelle mani di un’unica persona. Gli stessi dirigenti scolastici non sono d’accordo e hanno deciso di partecipare al corteo contro la “Buona scuola”. “Ci affidano troppe responsabilità – contesta Roberta Fanfarillo, dirigente scolastico e referente Cgil Lazio della sua categoria-. In questo modo la performance di tutto l’istituto dipenderà esclusivamente da noi e il potere degli organi collegiali (Consiglio di Istituto e Collegio dei docenti) viene limitato, senza però esplicitare le nuove funzioni. E poi non siamo favorevoli alla premiazione in denaro dei docenti secondo noi più bravi. La valutazione dell’insegnante deve essere l’esito di un lavoro di gruppo e l’aumento di stipendio deve essere prevista dal contratto di lavoro. Detta così non basta, la questione va approfondita”.

AUTONOMIA SCOLASTICA
Le istituzioni scolastiche determinano il proprio fabbisogno di risorse umane e strumentali per soddisfare l’offerta formativa definita in un piano triennale da predisporre entro il mese di ottobre. È assicurata la piena trasparenza del documento attraverso la pubblicazione online su un portale unico. Ma, attacca la Cgil, il potere deliberante è solo del dirigente scolastico, tolto agli organi collegiali, a cui resta un ruolo semplicemente consultivo.

SCUOLA-LAVORO
Alternanza di scuola e lavoro grazie alla convenzione con aziende, camere di commercio, enti pubblici e privati: almeno 400 ore per gli istituti tecnici e professionali, almeno 200 ore per i licei, da effettuare nel secondo biennio e nell’ultimo anno, anche nel periodo di sospensione delle attività didattiche. Un’occasione da cassare assolutamente secondo il sindacato, poiché permetterebbe di sfruttare l’alternanza per mascherare il lavoro gratuito dei ragazzi.

EDILIZIA SCOLASTICA
Messa in sicurezza delle scuole e funzione di coordinamento dell’attività all’Osservatorio per l’edilizia scolastica. Il budget è di quattro miliardi di euro per i prossimi anni; 36 le strutture non a norma.

SCUOLE PARITARIE
Per la frequenza delle scuole private, come avviene in quelle statali, le famiglie potranno detrarre il 19 per cento (fino a 400 euro) delle spese scolastiche. Alle paritarie è concesso anche uno school bonus (come alle statali), cioè la possibilità di ricevere un credito da privati e enti per la manutenzione e il miglioramento delle aule. Favorire la scuola privata, sostiene il sindacato, genera uno spreco di denaro a danno dei contribuenti.

OPEN DATA
Un portale web unico, gestito dal Miur, su cui verranno pubblicati i piani formativi, i bilanci e i curricula dei professori.

FORMAZIONE E BENEFIT PER I DOCENTI 
Ogni insegnante ha a disposizione una Carta con 500 euro annui da spendere per l’acquisto di  libri (anche digitali), hardware e software, corsi di aggiornamento professionale, rappresentazioni teatrali e cinematografiche, ingresso a mostre e musei. Il ddl intende garantire una formazione continua del personale docente da quando entra in servizio.

SUPPLENZE
Un team stabile di insegnati iscritti agli albi territoriali verrà utilizzata per coprire le cattedre vacanti e supplenze fino a dieci giorni.

5 PER MILLE
Anche le scuole rientreranno nei destinatari del 5 per mille che i contrinuenti possono decidere di versare al momento della dichiarazione dei redditi.