Scrivo mentre nel palazzo di giustizia di Milano una persona è stata appena arrestata, dopo aver ucciso (anche) un magistrato, dopo aver puntato la pistola (pare) contro il Pm.

Un magistrato. Uno di quelli a cui va ricordato che l’Italia è il Paese del diritto, non delle ferie (Matteo Renzi).

Uno di quei terroristi paragonabili a quelli della uno bianca (Silvio Berlusconi).

Uno di quelli che se sbaglia, deve pagare (Matteo Renzi).

Uno di quei matti, eversivi e comunisti (Silvio Berlusconi).

Uno di quelli che delegittima la magistratura con le intercettazioni (Massimo D’Alema).

Uno di quelli che non dovrebbero cercare il protagonismo (Giorgio Napolitano).

Uno di quelli che la bomba all’Addaura ce l’ha messa lui.

Uno di quelli che vogliono cambiare il voto (Silvio Berlusconi).

Nel caso di specie la morte del collega è dovuta certamente alla follia di un uomo, ma c’è da riflettere sul se una persona poco equilibrata possa in qualche modo sentirsi “più giustificata” a puntare un’arma contro dei terroristi, matti, eversivi, comunisti, che vogliono cambiare il voto e delegittimare se stessi, che si preoccupano solo di ferie e che se sbagliano non pagano mai, piuttosto che su coloro che, nell’impianto costituzionale, sono tutori del diritto e dei valori espressi dalla Costituzione, che con grandi sacrifici e tra mille difficoltà ogni giorno cercano di far rispettare le leggi.

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