I senatori del Movimento 5 stelle sono stati denunciati per “attentato agli organi costituzionali” perché avrebbero impedito il voto in Aula. A rivelarlo è stato Nitto Palma (Fi) durante il dibattito in Parlamento: “Chiedo al presidente di accertare quanto sta accadendo”. La Procura di Roma ha avviato un procedimento in seguito ad alcuni esposti presentati da un gruppo di 6-7 parlamentari (tra di loro il socialista Enrico Buemi) contro i colleghi grillini in occasione della bagarre a Palazzo Madama per la fiducia sullo Sblocca ItaliaIn quell’occasione infatti i senatori hanno dovuto votare dai propri banchi, anziché sfilare davanti alla presidenza.

Se qualcuno all’inizio aveva pensato a uno scherzo, oggi c’è stata la convocazione della capigruppo da parte del presidente del Senato Pietro Grasso che ha troncato ogni dubbio. In procura sarebbero già stati ascoltati, si è appreso, i senatori azzurri Lucio Malan, Alfredo Messina e Andrea Mandelli. Il Consiglio di presidenza aveva già risolto, in base all’autonomia dell’istituzione, la questione, sanzionando il comportamento dei senatori M5S, ma evidentemente il procedimento sta facendo il suo corso, aprendo così la strada ad un possibile conflitto di attribuzioni. “Acquisito avviso unanime dalla conferenza dei capigruppo”, ha detto Grasso, “scriverò alla procura della Repubblica di Roma per indicare il difetto assoluto di giurisdizione della magistratura sui comportamenti dei senatori nell’esercizio delle loro prerogative. Le condotte dei parlamentari, vagliate già ai sensi dell’articolo 67 del regolamento, non possono essere oggetto di attività inquisitiva della procura e di accertamento dei giudici. Chiederò di non dar seguito alle convocazioni dei senatori per essere sentiti come ‘persone informate sui fatti'”.

Uno dei denuncianti, il socialista Enrico Buemi, ha rivendicato la sua iniziativa: “La denuncia l’ho presentata io insieme ad altri sette-otto senatori, uno schieramento trasversale, dopo che i grillini ci hanno fisicamente impedito l’esercizio del diritto di voto sulle riforme mettendosi di traverso sui banchi della presidenza. Insomma: se non è violenza questa… Non è un attentato ai funzionamento degli organi costituzionali? O forse vogliamo aspettare che arrivi un tenente-colonnello Tejero con la pistola in aula prima di chiamare i magistrati…” conclude il senatore, con riferimento all’ufficiale della Guardia civil spagnola protagonista dell’assalto irruzione a mano armata alle Cortes nel 1981.

A rispondere è stato il capogruppo grillino Andrea Cioffi: “Nessuno si sogni di intimidirci! Nel corso della seduta odierna abbiamo appreso, dall’intervento di due colleghi di Forza Italia, che ci sarebbe un procedimento aperto dalla Procura di Roma. Se le notizie della denuncia da parte di senatori di altri gruppi politici fossero confermate saremmo davanti a una vera e propria intimidazione nei confronti di un movimento politico che rappresenta il 25% della popolazione e che ha sempre svolto legittimamente il proprio ruolo di opposizione. Loro non molleranno mai… noi neppure”.

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