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Mail bombing contro il comune di Rivolta d’Adda per gara di carabina: “Sdegno”

Scrivono ambientalisti, più in generale membri di associazioni locali, semplici cittadini. La casella di posta elettronica del municipio nel Cremasco è praticamente intasata. Tutte mail di protesta
Mail bombing contro il comune di Rivolta d’Adda per gara di carabina: “Sdegno”
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“Egregi signori, reiterare la gara ‘sportiva’ fra infanti, con armi vere, proprio in un momento nel quale si contestano pesantemente i terroristi che insegnano ai loro bambini a sparare, ci pare un obbrobrio”. “Gentilissima giunta, la presente per esprimere tutto lo sdegno e il dissenso riguardo il programma della festa del paese da voi amministrato”.

Scrivono ambientalisti, più in generale membri di associazioni locali, semplici cittadini. La casella di posta elettronica del Comune di Rivolta d’Adda – nel Cremasco, una ventina di chilometri da Milano – è praticamente intasata. Tutte mail di protesta. Invettive, a tratti un poco sopra le righe. E tutti che se la prendono con l’iniziativa che, tradizionalmente da 13 anni, si svolge in paese in occasione della fiera di Sant’Apollonia (patrona dei dentisti), domenica e lunedì prossimi: la gara di carabina riservata ai ragazzi da 7 a 13 anni, che si terrà su un’area di proprietà comunale.

Sponsorizzata dalle associazioni venatorie, sarà con tutta probabilità contestata dagli ambientalisti, che hanno ingaggiato una sorta di mail bombing contro la municipalità. Un martellamento, al quale si è accodata anche l’associazione Vittime della caccia che alla sua personale mail di protesta ha allegato il dossier statistico 2013/2014, l’ultimo disponibile (www.vittimedellacaccia.org). Un paio di dati: 82 vittime in ambito venatorio (13 morti, 69 feriti); 23 in ambito extravenatorio (12 morti, 11 feriti). Per ambito venatorio si intende lo spazio in cui si svolgono le battute di caccia; per extravenatorio, quello in cui si verificano tragici eventi derivanti dall’uso di armi da caccia, da parte di chi è legittimato a detenerne ad uso venatorio (cacciatore che pulisce l’arma carica in casa, l’epilogo di violenza domestica, liti familiari o di vicinato, raptus improvvisi, malattie geriatriche e depressioni). Alcuni messaggi sono corredati dal numero di infortuni che riguardano i bambini vittime della caccia. E ancora strali: “Una manifestazione che è un controsenso se affiancata nello stesso giorno ad un’iniziativa di prevenzione per una coscienza critica al consumo di alcol e alla guida responsabile”. “Cosa può imparare un bambino di 7 da chi organizza l’evento”. “È diseducativo…”.

Il sindaco, Fabio Calvi, medico chirurgo, un passato come Presidente del cda dell’Opera Pia asilo infantile di Rivolta, dice al fattoquotidiano.it di “non aver mai replicato in 13 anni, perché è come scagliarsi contro un muro di cemento”. Comunque, “nonostante molte ordinanze emesse per promuovere la pratica della caccia responsabile, non condivido le posizioni degli animalisti”.

Quasi impossibile farsi rilasciare una battuta dall’assessore a Turismo, Spettacolo e Ambiente Elisabetta Nava: “Avrà certamente già parlato il sindaco. Niente da aggiungere”. L’imbarazzo, tuttavia, è difficile da celare. Assolutamente non imbarazzato il referente della sezione locale di Federcaccia, ideatrice dell’evento: “Ci sono associazioni che ottengono visibilità solo in queste occasioni. Le polemiche? Mi scivolano via. Eppoi si tratta di un tiro a segno olimpico, sport in cui abbiamo ottenuto tante vittorie”.

Twitter: bacchettasimone

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