“Noi volevamo raccontare la vita di Oriana Fallaci e la polemica sull’Islam ne rappresenta solo l’ultima parte. Che da sola non aveva ragione di essere raccontata in un film intero, o forse sì, ma questa non era la nostra intenzione”. Il regista della fiction ‘L’Oriana’, Marco Turco, risponde così a chi lo accusa di aver portato sullo schermo una versione “edulcorata” della vita della giornalista e scrittrice, rea, secondo molti, di dedicare poco spazio alla feroce critica che la Fallaci aveva rivolto al mondo islamico. Anche l’attore Vinicio Marchioni, che nell’opera interpreta il leader della resistenza greca Alekos Panagulis, difende la pellicola: “È riduttivo guardare solo a come è trattata l’ultima parte della sua vita. C’è da considerare che poi il film è stato girato un anno e mezzo fa, se fosse uscito sei mesi fa forse ci sarebbe stata meno polemica”. Ma il pubblico si divide, tra chi apprezza la scelta stilistica, e chi avrebbe gradito un maggiore approfondimento. Il film, prodotto come miniserie per la Rai in onda il 16 e 17 febbraio, è disponibile in alcune sale, in una versione cinematografica, fino al 4 febbraio  di Chiara Carbone

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