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Pubblica amministrazione, “si azzerino paghe amministratori inadempienti”

La proposta in un pacchetto di subemendamenti dei senatori di Scelta Civica Ichino, Lanzillotta e Maran alla delega sulla riforma Madia
Pubblica amministrazione, “si azzerino paghe amministratori inadempienti”
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Soppressione delle società che abbiano conseguito nell’esercizio 2014 un fatturato inferiore a 100mila euro”. Lo propone uno dei subemendamenti di Scelta Civica per l’Italia alla delega di riforma della Pubblica amministrazione all’esame della commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, in particolare all’emendamento del relatore sul riordino delle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni. Il pacchetto è firmato dai senatori Pietro Ichino, Alessandro Maran e Linda Lanzillotta che intendono così rendere più stringenti gli obblighi delle Pubbliche amministrazioni e realizzare gli obiettivi di razionalizzazione. Tra le diverse proposte di modifica c’è anche una che azzera le paghe per gli amministratori inadempienti, che violano le leggi. “In caso di inadempimento degli obblighi previsti dalla legge – si legge nel testo -, ai dirigenti responsabili dell’ente titolare direttamente o indirettamente della partecipazione, agli amministratori della società in cui la partecipazione è detenuta e, nel caso di partecipazione indiretta, agli amministratori della società che detiene la partecipazione, si applica una sanzione amministrativa pecuniaria pari, per ciascun anno in cui si protrae l’inadempimento, al 20 per cento della retribuzione lorda annua, nel caso dei dirigenti, e all’intero emolumento spettante, nel caso degli amministratori”.

Un’altra proposta dispone la “dismissione , per Regioni ed enti locali, delle partecipazioni di secondo e terzo livello”. Mentre per ciascuna amministrazione pubblica di rilievo i senatori di Scelta Civica vorrebbero che venisse inserito nello staff un dirigente “con specifica responsabilità per la spending review“. Si tratterebbe di nominare per ogni ufficio, negli enti di maggiore dimensione, una sorta di commissario alla spending review che abbia anche altre funzione, come “la verifica delle situazioni di eccedenza di personale“, con conseguente attivazione della procedura di mobilità collettiva. E ancora, “il controllo sulla quantità e qualità delle prestazioni dei singoli impiegati con conseguente attivazione dove necessario del procedimento disciplinare al riguardo”. Il responsabile in questione avrebbe anche “il compito del controllo degli indici di presenza e produttività del personale degli uffici e servizi e dell’attivazione dei procedimenti disciplinari nelle situazioni che lo richiedono”.

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