Pronto o meno che sia per il salto in politica, Diego Della Valle si è quanto meno portato avanti e il 16 gennaio ha depositato il marchio del suo nuovo partito presso l’ufficio brevetti del ministero dello Sviluppo Economico. Il nome della formazione, riporta l’Espresso, sarà “Noi Italiani” (scritta blu su sfondo giallo e bordino tricolore) e riprende lo slogan più volte usato dall’imprenditore marchigiano durante le sue apparizioni nei talk show televisivi. Il marchio depositato, sottolinea l’Espresso, non è certamente finalizzato al lancio di nuova linea di abbigliamento, visto che riguarda le classi 41 e 45: organizzazione di convegni, attività associativa, formazione politica, fornitura di informazioni in ambito politico. Proprio quelle usate appunto per registrare un partito politico.

Da mesi, il numero uno di Tod’s ripete che l’Italia ha prima di tutto bisogno di un governo che cambi radicalmente le politiche sul lavoro. “Altri due anni così, e il Paese muore. Bisogna votare il prima possibile”, ha detto in novembre. Lo strappo ufficiale con Matteo Renzi risale invece al mese prima quando l’imprenditore marchigiano davanti alle telecamere di Servizio Pubblico ha tacciato il premier di aver “promesso tanto ma non ha fatto niente”.  E ora “Noi italiani”, il suo slogan ricorrente per marcare la distanza tra politica e cittadini, è pronto a farsi realtà.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Legge elettorale, il Senato approva l’Italicum con 184 sì. Non votano 24 del Pd

prev
Articolo Successivo

Calabria, Delrio preme per passo indietro su assessore citato per voto di scambio

next