“No al monocolore nelle istituzione, no ad un presidente del Pd”. Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia, è chiaro su questo e lancia un aut aut a Matteo Renzi. “Noi non facciamo nomi, è questione di metodo, se il Pd pensa di essere autosufficiente si accomodi, questa è overdose di arroganza – afferma davanti a palazzo Giustiniani da dove i cronisti attendono l’uscita di Giorgio Napolitano nel suo primo giorno da senatore a vita. “Se Renzi si spara una pera di arroganza, pensando ad una maggioranza accroccata, arruolando la truppa degli ex grillini pur di votarsi il prossimo presidente da solo, noi non votiamo le riforme, salta l’accordo – continua il senatore berlusconiano – siamo fondamentali per la legge elettorale e la riforma costituzionale, se continua con questa arroganza noi ne trarremo le conseguenze”. “E’ giovane il presidente del Consiglio, ma rischia già di bruciarsi e finire all’angolo di un bar per overdose di arroganza”, aggiunge ironico. Sulla rosa di nomi che circola in questo momento tra cui quello del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, aggiunge: “Non voterei mai Visco per l’immoralità del suo stipendio, prende più soldi alla banca che altrove”, afferma. Sull’endorsement di Fransesca Pascale per Anna Finocchiaro: “E’ il suo sogno? E resta tale, continui a sognare, io sono sveglio”, risponde sarcastico. L’unico nome che suscita approvazione dell’aria di centro sinistra è ancora lui, Franco Marini. “E’ fuori corsa, magari lo ritirassero fuori, lo voterei subito”, chiosa  di Irene Buscemi

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Falso in bilancio, Orlando si difende. Ma il suo ministero scriveva: “Abolire le soglie”

next
Articolo Successivo

Riforme, leghisti vs Gelmini: “B. vice di Renzi, traditori”. E anche Capezzone la bacchetta

next