* Quirinal party, viaggio fantasy alla conquista del Colle

La vera novità è che si è raggiunto un primo accordo sul metodo: i candidati alla successione, numerosi come le renne di Natale, saranno distinti, nelle pratiche del Nazareno, per suffissi. In modo che ciascuno possa orientarsi e patteggiare un suffisso condiviso per l’avvicendamento. Poi dal suffisso si proseguirà con il resto. Strada lunga ma più sicura. Lotti, general manager dei renziani, ha visto ieri Verdini, procuratore di casa Berlusconi. È stato quest’ultimo a porre la pregiudiziale del suffisso.

“Prima del nome il suffisso”, ha detto proprio così. Aggiungendo: “Propongo di iniziare con i cognomi che finiscono in ini”. Lotti non è cascato nella trappola e ha sparigliato. Ha replicato. “Bene, noi lanciamo Mogher-ini e Boldr-ini. Stesso suffisso e ambedue donne”. Il contractor berlusconiano sul punto non si è sentito di proseguire la discussione: “Una cosa dev’esser certa: la parità uomo-donna per noi è un principio irrinunciabile”. Incontro in salita, domani il secondo round.

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