Tornano a scontrarsi in strada i manifestanti e la polizia di Hong Kong. All’alba un piccolo gruppo di dissidenti mascherati ha tentato di fare irruzione nel Consiglio legislativo dell’ex colonia britannica. Un centinaio di poliziotti ha fatto uso di manganelli e gas irritanti per fermarli. Quattro persone sono state arrestate. Gli scontri sono scoppiati qualche ora dopo lo smantellamento delle barricate ordinato dalle autorità, seguito a una decisione del tribunale volta a ridurre l’estensione degli spazi occupati dai manifestanti che chiedono “vere” elezioni nel territorio ora sotto il controllo cinese. 

I tafferugli sono iniziati quando una decina di persone mascherate hanno forzato un portone del Consiglio legislativo con l’aiuto di suppellettili provenienti dalle barricate. I dimostranti hanno usato lastre di cemento e le transenne di metallo per rompere le porte in vetro del palazzo governativo, ma la polizia è subito intervenuta per respingerli. Gli agenti hanno usato spray al peperoncino, manganelli e scudi antisommossa per far arretrare i manifestanti, che per proteggersi usavano maschere, occhialini e caschi. Nei tafferugli sono rimasti feriti tre agenti di polizia. Fernando Cheung, deputato filodemocratico, ha cercato di intervenire, ma è stato messo da parte da alcuni manifestanti.

Almeno una persona è riuscita a penetrare all’interno dell’edificio prima di esserne espulsa, secondo il quotidiano Apple Daily. “La polizia condanna con forza questo tipo di azioni da parte dei manifestanti che turbano l’ordine pubblico”, hanno dichiarato le forze dell’ordine in un comunicato. Una seduta parlamentare prevista per oggi è stata annullata, come pure le visite del pubblico. I leader degli studenti, punta di diamante del movimento in maggioranza pacifico, hanno fatto appello alla non violenza. “Non ci piace questo tipo di cose”, ha affermato Lester Shum, della Federazione degli studenti di Hong Kong.

E’ dal 28 settembre che gli attivisti protestano per ottenere il suffragio universale e il libero accesso alle candidature alle elezioni del 2017 nell’ex colonia britannica. Ma Pechino rifiuta di venire incontro alle loro richieste e un sondaggio dell’Università cinese pubblicato all’inizio di questa settimana ha rivelato che anche l’opinione pubblica si sta rivoltando contro i manifestanti, con quasi il 70% degli abitanti di Hong Kong che vorrebbero vedere le strade “ripulite”. Per il parlamentare Lee Cheuk-yan, tuttavia, il governo dovrebbe cercare una soluzione politica per porre fine alle proteste piuttosto che “nascondersi dietro la corte e la polizia”.

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