Vivace botta e risposta tra il deputato di Forza Italia, Renato Brunetta, e Giovanni Floris nel corso della trasmissione “Dimartedì”, su La7. Il capogruppo di FI alla Camera stigmatizza la figura di Matteo Renzi per la sua eccessiva presenza in tv, beccandosi una battuta del giornalista Antonio Polito e rendendosi protagonista di un acceso alterco con la deputata Pd Anna Ascani. “Quello che fa Renzi” – accusa Brunetta – “è la negazione della democrazia. La democrazia è la piazza, non è la Leopolda lugubre dei radical chic. Io non condivido nessun slogan di quella piazza, ma il mio cuore stava lì, in quella piazza. Una interlocuzione col sindacato era necessaria, lo dico da vecchio socialista“. Anna Ascani dissente, ma il parlamentare di FI ammonisce: “Tu non sai neanche cosa sono i socialisti. Non sai nemmeno cos’è l’art. 18. Sei vissuta in un altro mondo. Questo Paese ha bisogno di storia, non di pubblicità”. Interviene Floris che osserva: “Renzi in tv ci va perché le televisioni lo cercano”. “No” – ribatte Brunetta – “lo fa anche perché ha preso il potere, ha scalato il Pd e con un colpo di stato è diventato presidente del Consiglio“. “Beh, come Craxi“, replica il conduttore. “No” – risponde il deputato di FI – “lei che era socialista e lavorava all’Avanti poteva risparmiarsi questa battuta. Craxi non ha mai fatto nessun colpo di Stato”. “Non proprio un colpo di stato” – commenta Floris – “però si è preso il partito con un po’…”. E mima il gesto dei soldi. “Quello era un partito” – insiste Brunetta – “e pagava il suo stipendio all’Avanti

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Omnibus, il deputato Sisto in diretta tv: “Ciao mamma, sono qui e ti voglio salutare”

next
Articolo Successivo

Dimartedì, Brunetta vs Floris: “Lei lavorava all’Avanti e Craxi pagava stipendio”

next