“Ottomila comuni sono troppi, bisognerebbe pensare ad una riduzione che renda più facile il coordinamento”. Lo ha detto il commissario alla Spending review Carlo Cottarelli in audizione alla commissione sull’Anagrafe tributaria. Bisognerebbe anche prevedere “un meccanismo premiale per i comuni che si mettono assieme“. Il tema della riduzione delle amministrazioni locali è stato trattato nelle fasi iniziali della valutazione sulla spending review con Palazzo Chigi, “ma poi non si è più tornati sull’argomento”, ha precisato Cottarelli, secondo cui  “la semplificazione della burocrazia è uno dei temi principali di questo governo e credo che sarà portato avanti con grande energia”.

“Credo che la strada che è stata intrapresa dei costi standard sia la strada da seguire. Quest’anno si sono fatti buoni progressi e penso che nel 2015 sarà possibile utilizzare i fabbisogni standard per la ripartizione del fondo di solidarietà per i Comuni”, ha detto ancora il commissario, secondo cui “sull’Ict (Information and Communication Technology, ndr) mi rendo conto che occorre fare investimenti però bisogna tenere presente che non tutte le spese Ict sono spese buone. Anche per l’Ict c’è bisogno di una revisione della spesa. Occorre procedere rapidamente su questa strada perché i risparmi non saranno immediati”. 

Si è presentato a palazzo San Macuto con il trolley, il commissario, da mesi dato in partenza. Il rapporto con Matteo Renzi non è mai stato facile: Cottarelli è l’uomo, nominato dal precedente governo Letta, che deve indicare dove e come tagliare, il premier sostiene che a decidere deve essere la politica. Il benservito è arrivato da tempo, da quando il 31 agosto Renzi a mezzo stampa gli disse: “La spending review la faccio anche senza Cottarelli. Lui farà quel che vuole”. “Non vado via oggi, resto fino al 31 ottobre“, spiega oggi Cottarelli a margine dell’audizione: “Sono soddisfatto”, aggiunge lasciando il palazzo.

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