“La magistratura non è un moloch di persone perbene. Nella magistratura ci sono persone perbene e fior di delinquenti“. Il sindaco di Napoli Luigi de Magistris risponde così a chi gli chiede degli attacchi rivolti questa mattina in Consiglio comunale nei confronti dei giudici che l’hanno condannato. “Il mio non era un attacco alla magistratura, voglio chiarire, vengo da quattro generazioni di magistrati – dichiara il primo cittadino partenopeo – ma penso che in magistratura ci siano magistrati collusi, corrotti e che non applicano la legge rispettando la Costituzione“. “Se l’Anm intende censurare le mie dichiarazioni ne ha tutto il diritto, come io ho il diritto di contestare la critica che viene fatta nei confronti di una persona che ha subito una grave ingiustizia e che vorrebbe una magistratura associata più attenta a verificare se non è stato commesso qualche errore. Alla magistratura che ogni giorno con la schiena dritta combatte la corruzione e il crimine va il mio plauso e il mio appoggio”. “Ci sono stati 80 procedimenti penali contro di me. Posso mai essere il Totò Riina dei pm?”, dice, quasi ricordando Silvio Berlusconi nei suoi strali sulla persecuzione delle toghe. “Ma non facciamo paragoni che non reggono”. Se fosse stato un cittadino comune avrebbe chiesto le dimissioni di un sindaco condannato in primo grado? “No, perché c’è l’autonomia della politica dalla magistratura, che va rispettata ma non è che quando sbaglia può determinare le sorti della democrazia”  di Andrea Postiglione

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Senato, Mineo (Pd): ‘Noi fannulloni? Demagoghi’. Santangelo (5s): ‘Privato avrebbe già chiuso’

prev
Articolo Successivo

Cei, Camusso (Cgil): “Governo ascolti”. Angeletti (Uil): “Da noi meno errori di altri”

next