Un milione di telespettatori in meno, lo share quasi dimezzato: i dati Auditel della seconda puntata nel nuovo Ballarò condotto da Massimo Giannini sono tutt’altro che confortanti per l’ex vicedirettore di Repubblica. Ieri sera il programma è stato visto da 1.517.000 spettatori (la settimana scorsa erano stati 2,5 milioni), per uno share del 6,53% (11,8% sette giorni fa). Un risultato decisamente deludente, per un crollo che sembra qualcosa di più di un calo fisiologico dopo la prima puntata e l’effetto novità.

E se Giannini piange, Giovanni Floris può abbozzare quantomeno un mezzo sorriso dopo le delusioni delle scorse settimane, visto che il suo DiMartedì, su La7, ha ottenuto 968.000 spettatori (per uno share del 4,23%), guadagnando più di 200mila spettatori rispetto all’esordio di sette giorni fa (quando era stato seguito da 755.000 persone) con un aumento di quasi un punto di share (3,47 martedì scorso). La forbice tra i due talk show politici diventa strettissima e Floris riesce a colmare quasi totalmente una distanza che solo sette giorni fa sembrava incolmabile. Evidentemente l’autotraino di Otto e mezzo gli ha giovato, così come potrebbe avere influito la presenza di Pier Luigi Bersani, intervistato sullo scontro interno al Partito democratico sul tema della riforma del lavoro.

Massimo Giannini, invece, aveva giocato il jolly la settimana scorsa con Roberto Benigni e Romano Prodi, anche se sembra essersi esaurito troppo in fretta l’effetto novità. Dopo solo due puntate, il nuovo Ballarò deve già affrontare una crisi di ascolti considerevole, che neppure la scorsa edizione del talk show, che aveva già mostrato segni evidenti di logoramento, aveva mai raggiunto. È bene dire, però, che lo scontro Giannini-Floris è marginale nella guerra degli ascolti del martedì sera, visto che tutte le altre reti generaliste, eccezion fatta per Rete4, hanno fatto meglio di loro. La serata è stata vinta dalla fiction di RaiUno Un’altra vita, con 6milioni di spettatori e e uno share del 24,43%, seguita da I Cesaroni su Canale5 (3milioni e l’11,9%), Made in Sud su RaiDue (1,9 milioni e l”8,36%) e CSI su Italia1 (che di fatto ha pareggiato con Ballarò e ha battuto DiMartedì).

Probabilmente si tornerà a parlare della crisi del talk show, di una formula televisiva che non ha più il vecchio appeal nei confronti dello spettatore. E la lotta tra Giannini e Floris pare essere un argomento di discussione per addetti ai lavori, mentre la stragrande maggioranza del pubblico televisivo è ormai approdata su altri lidi.

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