Calci e pugni nel garage di casa dei genitori. La sorella gemella di Massimo Bosetti, Letizia Laura, è stata aggredita ieri pomeriggio da tre sconosciuti, che l’avrebbero sorpresa nel garage dell’abitazione di Terno d’Isola (Bergamo).

L’episodio è riportato dal Corriere della Sera, secondo cui tre persone avrebbero aggredito la donna e le avrebbero fatto perdere i sensi. Letizia Laura Bossetti è stata poi soccorsa con un’ambulanza e trasferita all’ospedale di Ponte San Pietro (Bergamo), dove è stata medicata e dimessa. Da quando il fratello Massimo è in carcere in carcere a Bergamo – con l’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio – questa sarebbe la terza aggressione subita dalla donna, dice il suo avvocato Benedetto Bonomo. “Letizia Bossetti non conosceva i suoi assalitori quindi – conclude il legale – presenteremo una denuncia contro ignoti. L’hanno presa a calci e pugni – sottolinea – ed è svenuta, ma non è in condizioni gravi. Ha passato il pomeriggio in pronto soccorso, ora però è stata dimessa”.

Intanto, ieri (mercoledì 17 settembre) è emerso che gli avvocati del muratore di Mapello, in carcere dal 16 giugno scorso, hanno lanciato un duro atto di accusa nei confronti della Procura di Bergamo all’interno dell’istanza, presentata al gip Ezia Maccora, nella quale chiedevano la scarcerazione del loro assistito. Secondo Silvia Gazzetti e Claudio Salvagni nella richiesta di custodia cautelare per il loro assistito non sarebbero stati inseriti tutti gli atti che avrebbero potuto favorire la scarcerazione dell’artigiano 44enne. Il gip Maccora, lunedì 15 settembre, ha respinto la richiesta dei legali, confermando il carcere per Bossetti perché “sussistono gravi indizi di colpevolezza e c’è il rischio di reiterazione del reato“.

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