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Cronaca

Ultimo aggiornamento: 10:41 del 9 Settembre 2014

Brunello di Montalcino, Gdf scopre maxi frode. Sequestrate 220mila bottiglie

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La Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza senesi hanno scoperto una clamorosa frode a danno del Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, una Denominazione di Origine Controllata e Garantita (Dogc) italiane più famose nel mondo. Un consulente tecnico di svariate aziende agricole produttrici di vino della zona di Montalcino – aiutato da diversi collaboratori che operavano nell’ambito dell’intera filiera della produzione e messa in vendita di uve e vino – dal 2011 al 2013 è riuscito a commercializzare, spacciandolo come vino Brunello e Rosso di Montalcino, un enorme quantitativo di vino di modesta qualità. Chiaro il modus operandi: il consulente si impossessava illegalmente della documentazione attestante la Docg (contrassegni di Stato, documenti di trasporto, fatture etc.) e le associava a partite di uva e di vino comune – acquistate, presumibilmente in nero – che vendeva alle cantine durante la fase della vendemmia e dell’invecchiamento, mentre i contrassegni gli permettano, invece, di “vestire” da Brunello – in modo perfetto e impossibile da scoprire – bottiglie di qualunque vino rosso. Una parte del vino sequestrato all’esito delle delegate perquisizioni, infatti, era ancora nella fase dell’invecchiamento in botte: in quei casi l’acquirente avrebbe conservato per anni quel prodotto convinto di ottenere, alla fine del ciclo previsto dal disciplinare, un prodotto eccellente. Il meccanismo risultava poi ineffabile grazie alle straordinarie abilità informatiche del consulente, che è riuscito perfino ad inserire dati falsati nella banca dati Artea della Regione Toscana (Agenzia Regionale Toscana per le Erogazioni in Agricoltura). Le indagini delle Fiamme Gialle hanno portato al sequestro di 165.467 litri di vino, pari a 220.600 bottiglie del formato da 0,75 cl., di cui 75.620 litri di Brunello di Montalcino e 89.847 di Rosso di Montalcino, per un valore di almeno un milione di euro. Mentre ammontano a 2.350 i contrassegni di Stato contraffatti. Il consulente è stato denunciato per frode in commercio, accesso abusivo ad un sistema informatico, appropriazione indebita aggravata e continuata e reati di falso

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