“Non faremo leggi salva Berlusconi”,questo il titolo scelto da alcuni giornali nel riportare le parole del Presidente del consiglio. Ci mancherebbe altro,verrebbe da commentare, ma forse queste parole sono meno banali di quanto si possa supporre. Perché mai Renzi si è sentito in dovere di dirle? Per rispondere alle critiche e alle domande di chi vorrebbe conoscere nel dettaglio il cosiddetto accordo del Nazareno?

Sicuramente ci sarà stata anche questa esigenza, ma la domanda era di altro tipo.

Probabilmente non ci saranno altre leggi “Salva ex Cavaliere“, ma saranno abrogate quelle ancora in vigore dal falso in bilancio alla prescrizione, sino alla legge Gasparri?
Ed ancora: saranno finalmente approvate le norme antitrust e quelle sul conflitto di interessi che ormai non vengono più neppure nominate?

Durante la prima lettura della nuova legge elettorale sono stati respinti tutti gli emendamenti relativi alla definizione delle incompatibilità, delle ineleggibilità, dei conflitti di interesse, rinviando l’esame ad una futura legge di sistema della quale non vi è traccia.

Non si tratta dunque di “Non approvare nuove norme salva Berlusconi”, ma di abrogare le vecchie e di mettere fine all’antico patto che ha reso l’ex cavaliere un cittadino ed un imprenditore diverso dagli altri; con tanti saluti a quel principio di uguaglianza che, nonostante tutto, dovrebbe continuare ad ispirare la Costituzione.

 

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