Le navi della marina militare italiana Etna e San Giorgio sono attraccate al porto di Trapani e Reggio Calabria con 1.158 e 1.023 immigrati salvati in mare nei giorni scorsi. Nel capoluogo reggino sono sbarcati 798 uomini, 84 donne e 141 minori di varie nazionalità (guarda) e soccorsi in più interventi da unità della Marina militare effettuati nel canale di Sicilia.

A bordo della San Giorgio c’è un cadavere. Si tratta del corpo di un migrante recuperato in mare durante uno dei tanti interventi. Un neonato di 20 giorni è stato portato in ospedale per precauzione. In ospedale anche tre ustionati e una donna incinta al quarto mese il cui marito è disperso in una delle traversate. Dieci persone sono state trovate affette da scabbia.

Dopo una prima identificazione, i migranti saranno trasferiti in varie strutture: 400 resteranno a Reggio Calabria, mentre gli altri saranno divisi tra Catanzaro, Lamezia, Cosenza ed in altre regioni del Sud. Le operazioni di primo soccorso ed accoglienza sono state coordinate dalla Prefettura di Reggio Calabria e hanno partecipato forze dell’ordine, protezione civile, Croce rossa e varie associazioni di volontariato.

Intanto quattro presunti scafisti di due delle tre unità con a bordo complessivamente 470 migranti, soccorse in mare nel canale di Sicilia dalla nave militare Fenice sbarcata ieri a Pozzallo, sono stati fermati su disposizione della procura di Ragusa. Secondo l’accusa facevano parte dell’equipaggio a bordo di due gommoni e una barca in legno. Sono due tunisini, un eritreo e un somalo, fermati da tre gruppi di lavoro della polizia giudiziaria che li accusa di essere partiti tutti insieme dalla stessa spiaggia per viaggi promossi dalla stessa organizzazione criminale.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Raffaele Sollecito si laurea sul suo caso: e allora?

prev
Articolo Successivo

Torino, uccide la madre a coltellate. Fermato dai carabinieri

next