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Novartis-Roche: com’è andata a finire?

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In attesa che il Consiglio Superiore della sanità, su richiesta del ministro della salute Beatrice Lorenzin, esprima il proprio parere sul caso Lucenti-Avastin  le due multinazionali del farmaco hanno comprato pagine di giornale, per spiegare ai cittadini, ed inviato lettere a parlamentari, per difendere le proprie posizioni.

Ricordo che i due farmaci oculistici, usati in casi di alterazione della retina centrale, sono sovrapponibili da un punto di vista clinico, come dettagliato da due studi scientifici, e che l’Oms ha indicato quello che costa meno, Avastin, come unico da usare mentre, ancora oggi, lo stato italiano rimborsa il più caro con una spesa mensile di 50 milioni di euro. Ora le due multinazionali vanno all’attacco.

E’ di venerdì scorso la notizia del ricorso al Tar del Lazio della Roche contro il provvedimento di condanna per accordo di cartello imposto dall’Antitrust nel marzo scorso.

Mentre Novartis fa causa per danni alla regione Emilia Romagna che ha autorizzato, con sua delibera, l’uso di Avastin nelle strutture pubbliche.

Tutto si complica. Il ministro della Salute attende il Consiglio Superiore della sanità, che per ora tace, e non interviene su Aifa, che non ascolta l’Oms. Le multinazionali del farmaco mettono in campo i loro studi di informazione e legali.

I poveri cittadini, indifesi da politici che stanno pensando alle imminenti elezioni, soprattutto se sono pazienti, sono attonitamente preoccupati. L’Europa guarda l’Italia e il suo ministro della Salute, che si presenta alle europee, che non riesce ad imporre la sua voce. La storia infinita continua sulla “pelle” degli italiani.

 

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