Primo braccialetto elettronico applicato nel reggiano nei confronti di un detenuto che sarà seguito a distanza dai carabinieri reggiani. E’ stato il tribunale della Libertà di Bologna a prendere la decisione: ha concesso a un operaio 34enne residente in provincia di Reggio Emilia accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, gli arresti domiciliari dopo alcune settimane trascorse in carcere. Quello del braccialetto elettronico è un sistema che permette alla forze dell’ordine di controllare in qualsiasi momento dove si trova chi indossa l’apparato dunque di capire se sia uscito da casa.

I carabinieri hanno l’obbligo di controllare coloro che sono agli arresti domiciliari appurando che non escano di casa. Il braccialetto elettronico, comunicando in ogni momento la posizione di chi lo indossa permette di risparmiare sul personale. Il 34enne arrestato alla fine dello scorso mese di gennaio per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti (è stato trovato in possesso di circa 3 chili di marijuana) dopo l’applicazione del provvedimento di custodia cautelare in carcere tramite i propri legali è ricorso al tribunale della Libertà bolognese che ha accolto l’istanza degli arresti domiciliari, subordinandola all’applicazione del braccialetto elettronico.

 

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L'abbiamo deciso perchè siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un'informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Bilanci in rosso per il Partito democratico di Piacenza. Il segretario: “Siamo bloccati”

next
Articolo Successivo

Alluvione, Aipo risponde sulla rottura argine: “Eventi naturali sono imprevedibili’

next