Ratko Mladic si rifiuta di testimoniare davanti alla corte dell’Aia perché è un tribunale satanico. L’ex comandante serbo bosniaco è stato chiamato a testimoniare al processo del suo alter ego politico Radovan Karadzic. A processo per accuse di crimini contro l’umanità al Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia all’Aia, mentre si accingeva a prestare giuramento, ha aggiunto: “Non riconosco questo tribunale dell’odio”.

Mladic ha rifiutato di testimoniare a difesa del suo ex mentore politico Radovan Karadzic. Inizialmente ha detto che non avrebbe risposto alle domande, poi ha chiesto a funzionari di recuperare la dentiera che aveva lasciato in cella. Dopo averla ricevuta, però, l’ex generale ha rifiutato nuovamente di testimoniare, affermando di essere troppo malato e di non voler rischiare di incriminare se stesso. L’incontro in aula dei due presunti architetti delle atrocità commesse in Bosnia durante la guerra degli anni ’90 è durato circa un’ora. Karadzic e Mladic sono a processo all’Aia separatamente per accuse di crimini contro l’umanità, ma entrambi si sono dichiarati non colpevoli.

L’avvocato di Mladic, Branko Lukic, ha detto ai giudici che il suo cliente non può testimoniare perché soffre di un disturbo che ha definito “inganno della memoria”, una conseguenza dell’ictus che gli impedisce di distinguere i fatti dalla finzione. Durante l’udienza, Karadzic e Mladic non si sono guardati in faccia. L’ex presidente serbo bosniaco ha consultato più volte i documenti sulla propria scrivania, mentre Mladic ha salutato con la mano il pubblico e i giudici. L’ex generale ha chiesto di poter leggere una dichiarazione di sette pagine preparata ieri sera, ma i giudici hanno rifiutato. Karadzic ha chiesto a Mladic se l’ex generale gli avesse mai detto che “prigionieri” a Srebrenica erano stati o sarebbero stati giustiziati e se loro due si fossero mai accordati per assediare Sarajevo e sottoporre gli abitanti della città a una campagna di terrore con bombardamenti e fuoco di cecchini. L’ex leader ha domandato infine se i leader serbo bosniaci avessero un piano per espellere croati e musulmani dai territori controllati dai serbi durante la guerra.

Mladic ha più volte letto una dichiarazione in cui si rifiutava di rispondere. Ad un certo punto ha detto ai giudici che nel documento di sette pagine da lui scritto ha parlato anche di Srebrenica. “Penso che sarebbe interessante”, ha aggiunto. Quando si è alzato per uscire dall’aula ha ringraziato ironicamente i giudici per non avergli permesso di dire quello che voleva dire. “Avete confermato la mia tesi – ha dichiarato – che il tribunale dell’Aia non è una corte di diritto, ma una corte satanica“. Passando accanto a Karadzic ha detto in serbo: “Radovan, grazie e scusa. Gli idioti non mi hanno permesso. Difendono le bombe della Nato“. È la prima volta che i due ex leader serbo bosniaci si incontrano in pubblico dalla fine della guerra, in cui persero la vita circa 100mila persone. Mladic doveva essere uno degli ultimi testimoni della difesa di Karadzic. L’avvocato dell’ex presidente serbo bosniaco, Peter Robinson, ha detto che Karadzic testimonierà a propria difesa a febbraio.

Sia Karadzic che Mladic erano scomparsi per diversi anni dopo la guerra, vivendo in in clandestinità per evitare l’estradizione all’Aia. L’ex presidente serbo bosniaco fu arrestato nel 2008 a Belgrado, dove lavorava come medico New age, camuffato grazie a capelli lunghi e occhiali spessi. Mladic fu fermato nel villaggio di Lazarevo nel nord della Serbia a maggio del 2011. Entrambi sostengono che tutto quello che fecero durante la guerra fosse mirato a difendere la popolazione serba. Se saranno ritenuti colpevoli dei reati di cui sono accusati, i due rischiano l’ergastolo.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Palestina: piccolo diario in parole di donna – IV

prev
Articolo Successivo

Uk, proposta Labour: “Aiuti di Stato solo a chi sa inglese e matematica”

next