Da tempo faccio proposte su questo blog esclusivamente per la salute del cittadino-paziente, anche economica. Dopo la mia intervista a Report del 9 maggio 2013 su “Il farmaco che costa un occhio” sono state presentate due interrogazioni, una al Senato da parte del Movimento 5 Stelle in data 21 maggio 2013, ed una alla Camera dal Pd in data 31 luglio 2013, chiedendo una risposta urgente da parte del Ministro Lorenzin sull’enorme dispendio di risorse economiche per un farmaco oculistico che costa circa settanta volte di più di un altro che studi scientifici multicentrici stabiliscono avere le stesse indicazioni e complicanze. 

Queste interrogazioni sono state presentate in conseguenza della richiesta di pronuncia in merito all’Antitrust depositata a nome di una associazione di strutture private di day surgery (Aiudapds) dall’avvocato Giorgio Muccio di Bologna: “Solo dopo il mio esposto, si sono associati ad esso, nell’ordine, la Soi, la Regione Emilia-Romagna ed Altroconsumo. Debbo pensare che ciò sia dipeso soprattutto dalla pressione che multinazionali come Roche e Novartis sono in grado di realizzare su Istituzioni, associazioni di pazienti e società scientifiche”.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e il World Health Organization (WHO), che aggiorna periodicamente l’elenco minimo dei farmaci indispensabili per l’assistenza sanitaria in cui sono inseriti quelli più efficaci, più sicuri e con un buon rapporto costo-efficacia, pone, nella recente revisione di aprile 2013 pubblicata solo a luglio, il bevacizumab o Avastin, quello che costa meno, come unico farmaco inserito per il trattamento della Degenerazione Maculare Senile Neovascolare (DMSN). Trattandosi di un farmaco che richiede diagnosi e monitoraggio specialistico, Avastin è inserito nella sezione complementare tra i farmaci oftalmici al punto 21.

Intanto non si capisce qual è la modalità di risposta delle interrogazioni, non essendo quella temporale visto che quella del M5S è stata depositata prima, ma soprattutto non si capisce come si possa rispondere, all’interrogazione del Pd, in data 27 novembre 2013 senza assolutamente considerare quello che dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità molti mesi prima. La Senatrice Michela Montevecchi del M5S da me interpellata dichiara: “Abbiamo presentato una approfondita interrogazione che chiedeva conto, a differenza di quella successiva (peraltro meritoria) presentata dall’On. Bini del PD, anche della maggior spesa che il ricorso a Lucentis comportava rispetto ad Avastin (da noi calcolata in via approssimativa in 600 milioni di Euro l’anno: cioè quanto la mini Imu), ma i Ministri interrogati (Salute e Finanze) hanno evidentemente ritenuto che alla nostra domanda sul punto non dovesse essere data risposta, a differenza di quelle dell’On. Bini. Insisteremo per ottenerla”.

È sicura Ministro Lorenzin di aver risolto il problema per il bene comune? Non crede che tutti i miliardi di euro buttati in 30 mesi potessero servire alla comunità? Non crede che sia necessario un ravvedimento immediato? Ritiene di poter avere le capacità per chiarire finalmente tutto ai cittadini visto che il sottoscritto ne parla dal 29 settembre 2011?

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