Sabina Guzzanti, ospite in collegamento, ripercorre il dramma del terremoto in Abruzzo. E afferma: “L’inchiesta de L’Aquila è stata incidentale, si stava indagando sull’Emilia Romagna, dove il terremoto si sta gestendo con le stesse modalità. La corruzione a L’Aquila è ovunque. Cialente ha responsabilità politiche”. L’attrice ribadisce che di queste tragedie si è smesso di parlare o se ne parla troppo poco. E sottolinea: “A L’Aquila stanno tutti dalla parte dei ladri, è difficile provare la corruzione. A L’Aquila bisogna incrementare la democrazia, aumentare la partecipazione dei cittadini”. La Guzzanti racconta anche il colloquio che sostenne per chiedere soldi allo Stato per il suo nuovo film sulla trattativa Stato-mafia (finanziamento che non ha mai ricevuto). Tra i politici presenti c’era anche la moglie di Antonio d’Alì, il senatore di Forza Italia prescritto per concorso esterno in associazione mafiosa: “Mi sono ritrovata a chiedere un finanziamento per fare un film sulla trattativa tra Stato e mafia di fronte alla presunta mafia e al presunto Stato”. L’attrice asserisce con forza che la democrazia non è fatta di voto su Internet, ma di partecipazione. E, nel finale, non risparmia un monito a Pierluigi Bersani per non aver fatto nulla per riformare il Pd

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