Fine dei palleggiamenti. Dopo anni di dispute, rimaneggiamenti e rinvii, le autorità americane hanno dato il via libera alla Volcker Rule che apre la strada a una più stretta supervisione di Wall Street. Tra gli effetti collaterali positivi del rinvio c’è che la norma, si presenta molto più dura di quanto inizialmente previsto: modifiche del linguaggio per la sua definizione, puntano infatti ad evitare e prevenire anche casi più recenti, come le maxi perdite per la “Balena di Londra” di JPMorgan.

In generale la Volcker Rule “limita le eccessive prese di rischio” e il suo successo dipenderà dalle autorità di supervisione, come sostiene Ben Bernanke. In particolare la norma approvata da tutte e cinque le autorità americane, mette al bando il proprietary trading, impone limiti negli investimenti in hedge fund e fondi di private equity, e rende obbligatoria per gli amministratori delegati delle banche la certificazione annuale del rispetto alla normativa, contenuta in 950 pagine.

Dopo l’approvazione la norma entrerà in vigore nel luglio 2015, e fino a quel momento Wall Street avrà tempo per cercare di affondarla, anche con azioni legali che sta già valutando. Non è infatti escluso che le banche possano sfidare le nuove regole ricorrendo a cause, con l’aiuto dello studio legale Gibson Dunn e del suo partner Eugene Scalia, figlio di Antonin Scalia, il giudice della Corte Suprema americana.

Al via libera ha invece applaudito il presidente americano Barack Obama: “Il sistema finanziario e gli americani sono più sicuri”, ha detto sottolineando che la norma “apre una nuova era di responsbailità per gli amministratori delegati”. Soddisfatto anche il segretario al Tesoro, Jack Lew, convinto che la Volcker Rule cambierà l’atteggiamento e le pratiche del mercato. Lew assicura comunque che gli Stati Uniti “resteranno vigili sulla stabilità del sistema finanziario”.

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