La giornata di ghiaccio l’hanno affrontata fino in fondo come fosse una gara di resistenza: “Perché adesso tocca a noi e questi nove mesi in Parlamento ne sono la prova”. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle arrivati a Genova per il 3° V Day credono nel cambiamento raccontato da Beppe Grillo, ma ci sono fino alla fine in piazza della Vittoria, dalle 11 alle 7 di sera, per dire al leader che ora tocca a loro. “Il Movimento crescerà ancora”, dice Michele Iori da Reggio Emilia, “chiediamo solo ancora più trasparenza e partecipazione dal basso. Con il sistema operativo reso disponibile qualche settimana fa, abbiamo fatto un passo avanti per la democrazia diretta. Speriamo di proseguire così”. Il messaggio lo hanno scritto sui cartelli e i manifesti: “Noi ci siamo”. La base grida al leader sul palco che non se ne è andata. E’ pronta a ridere ed emozionarsi alle sue parole, ma non ha intenzione di cedere sulla partecipazione. E nel futuro c’è meno Grillo e più democrazia dal basso. “I detrattori del Movimento criticano qualche opacità al nostro interno? La soluzione è essere ancora più limpidi e coinvolgere sempre più persone”. Anche se la piazza di Grillo è contenta dei suoi in Parlamento: “Abbiamo sentito discorsi in questi nove mesi”, continua Fabio Caliceti, “che abbiamo sempre sognato di sentir pronunciare in quelle Aule. Lobby e poteri nascosti. Finalmente qualcuno libero di dire le cose come stano”.

C’è l’entusiasmo delle migliori occasioni, anche perché i critici a Genova hanno deciso di non venire nemmeno. La politica ascolta sotto il palco con il cappuccio alzato per proteggersi dal vento. Nella piazza del 3° V Day le persone, la “gente ” si stringe nei cappotti lunghi per affrontare la domenica più fredda. Sul palco Beppe Grillo, Gianroberto Casaleggio e gli ospiti internazionali. Tra la folla sindaci, consiglieri comunali e parlamentari. Nessuno gli porge il microfono, al massimo un megafono prima di cominciare, ma per loro, dicono, “è giusto così”.

“Il futuro è nostro. La rivoluzione parte da noi, ed è una rivoluzione culturale”. Alvise Maniero, il sindaco di Mira, in provincia di Venezia, è tra i più giovani mai eletti. Dice di sentire pochissimo Grillo e Casaleggio e che la linea la dettano gli elettori. “Oggi ho ascoltato un discorso di grande politica. Siamo qui per festeggiare. Beppe parla di vita vera, ascolta le persone questa è la rivoluzione”. Al suo fianco c’è Michele Pieran, consigliere comunale che la politica ha imparato a farla e votarla con il Movimento: “Ho vent’anni. Sono eletto nelle mia amministrazione e ho sempre votato M5S. Grillo è il nostro garante. L’informazione venduta ci danneggia, ma noi sappiamo bene che nel futuro ci sono la nostra normalità e onestà”.

Hanno dormito poche ore, attraversato l’Italia da nord a sud per essere nella piazza più fredda d’Italia. “Lo volevamo solo un po’ più aggressivo”, dice Michele Monio, ferroviere da Bari, “qualche parola di più contro i politici di oggi. Renzi, Berlusconi. Voi giornalisti lo criticate per questo, ma noi lo vogliamo aggressivo. Altrimenti diventa troppo buono”. Ha fatto più di 1000 km per essere a Genova anche Giuseppe Lepore: “Io sono felicissimo. Mi vengono i brividi ogni volta che partecipo a eventi come questo. Nessun politico mi è mai venuto a chiedere come la penso. I deputati e senatori del Movimento 5 Stelle invece, ci coinvolgono e chiedono il nostro parere su leggi e decreti. E’ una rivoluzione. Chi mai ci ha chiesto di partecipare prima?”.

I deputati e senatori, i portavoce, sono rimasti tutto il tempo sotto il palco. Grillo ha esposto i sette punti per le elezioni europee. Qualcuno si è chiesto chi li avesse decisi, ma nella festa le polemiche vengono spente. “Ne parleremo nei prossimi giorni”, dicono gli attivisti, “abbiamo tante sfide davanti, ora era importante rivedersi. Quando veniamo ad eventi come questo ci ricordiamo dove tutto è cominciato”.

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