Scontro in più atti durante il contenitore mattutino “Omnibus”, su La7, tra Vittorio Feltri e il deputato Pdl Jole Santelli. L’argomento del dibattito è il Pdl, sul quale l’ex direttore de “Il Giornale” esprime critiche al vetriolo: “Pdl, Forza Italia.. qui non si capisce niente. Come si chiama? Il famoso giorno della fiducia al governo Letta sono successe cose addirittura comiche nel Pdl. Chi ha assistito a questo, tra le dichiarazioni di Brunetta e il dietro front di Berlusconi, ha pensato che il Pdl non è un partito, ma un bordello“. E afferma che ormai Berlusconi è arrivato al capolinea: “Quando uno è agli arresti domiciliari o ai servizi sociali non può disporre, a proprio piacimento, del telefono, non può ricevere chi vuole, deve sempre ottenere il permesso del magistrato di sorveglianza. Come si può guidare un partito in quelle condizioni? Sarebbe come pilotare un aereo stando seduto nel salotto di casa“. Non è d’accordo la Santelli, che replica: “Può fare quello che vuole se è ai servizi sociali. Berlusconi può fare con sicurezza il capo di un partito”. “Ma dai, non scherziamo” – insorge Feltri, che ricorda gli altri processi in cui è coinvolto il Cavaliere, come quello di Napoli e quello Ruby. La bagarre esplode quando il sottosegretario ribadisce che Forza Italia è l’incarnazione di Berlusconi: “Tutti coloro che sono cresciuti in quel partito e hanno condiviso tutte quelle battaglie, non possono tradire quelle stesse battaglie“. “Ma quali battaglie avete fatto?” – sbotta Feltri – “Non avete combinato niente. Dovevate la rivoluzione liberale e non siete neanche riusciti ad abolire gli ordini professionali. Tre euro costava. Non siete neanche riusciti ad uniformare la legge italiana a quella europea per non mandare in galera i giornalisti, che non è neanche elegante. Neanche quello avete fatto. Siete inetti“. La Santelli rivendica le battaglie del Pdl sulla giustizia, ma la polemica continua anche sulla successione del Cavaliere. “L’ipotesi Marina e altro sono cose assurde” – afferma l’editorialista de “Il Giornale” – “ci dev’essere una selezione democratica e naturale all’interno del partito. Non ci può essere il papa che fa vescovo Alfano o qualcun’altro. Macché primarie, facciano dei congressi e si diano una struttura di partito, che non c’è. Non c’è niente. Anche sul territorio non c’è niente”. “C’è una struttura a macchia di leopardo“, osserva la Santelli. “Ma che vuol dire? Mi sa di Bersani, la macchia, il leopardo…“, ribatte Feltri

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