Le Sezioni Unite della Cassazione hanno deciso che le norme penali anticorruzione della legge Severino devono essere interpretate condannando più duramente per concussione solo chi “limita radicalmente” la libertà del soggetto sul quale fa pressione, mentre in maniera più mite – con prescrizione breve e senza pena accessoria – sono da punire le forme di “pressione non irresistibile”. In sostanza è stata alzata l’asticella del limite che differenzia la concussione per costrizione, più grave, dall’induzione indebita. La decisione potrebbe avere conseguenze sul secondo grado del processo Ruby e favorire la difesa di Silvio Berlusconi, che in primo grado è stato condannato per prostituzione minorile  e concussione per costrizione a sette anni di carcere e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici.  

Le Sezioni Unite, presiedute dal primo presidente della Suprema Corte Giorgio Santacroce, sono intervenute dopo che la nuova legge “patrocinata” dall’allora ministro della Giustizia Paola Severino ha “spacchettato” il reato di concussione in due nuove fattispecie: per “induzione” o per “costrizione“. Proprio per chiarire quale sia la linea di demarcazione tra le due fattispecie di reato (che prevedono pene diverse) la corte è stata chiamata a pronunciarsi su un processo specifico dopo il caos che si è determinato nei tribunali. La Legge Severino “ha posto più problemi di quelli che voleva risolvere, perché nelle norme c’è mancanza di indicazioni nitide”, aveva detto oggi il sostituto procuratore generale della Cassazione Vito D’Ambrosio nella sua requisitoria, in cui aveva chiesto la linea dura sulla definizione di concussione, che invece non è stata accolta dalle Sezioni Unite. 

La decisione della Cassazione, di cui oggi è stato reso noto il dispositivo ma non ancora le motivazioni, può ora influenzare il secondo grado del processo Ruby. In primo grado la procura aveva chiesto la condanna di Berlusconi per induzione. Ma il Cavaliere è stato condannato per concussione per costrizione, con una conseguente pena maggiore. Le motivazioni della sentenza di primo grado non sono ancora arrivate. I giudici della corte di appello, visto il pronunciamento odierno della Cassazione in Sezioni Unite, potrebbero decidere di derubricare il reato di Berlusconi in semplice induzione indebita. Questa la speranza dei legali dell’ex premier, che in tal caso subirebbe una pena più mite, prescrizione più breve e niente pena accessoria.

Ecco la soluzione di diritto adottata dalle Sezioni Unite: “La fattispecie di induzione indebita è caratterizzata da una condotta di pressione non irresistibile da parte del pubblico ufficiale o dell’incaricato di un pubblico servizio, che lascia al destinatario della stessa un margine significativo di autodeterminazione e si coniuga con il perseguimento di un suo indebito vantaggio”. Nella concussione, invece, “si è in presenza di una condotta del pubblico ufficiale che limita radicalmente la libertà di autodeterminazione del destinatario”.

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